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Ragusa celebra le grandi scrittrici: nascono le “Camere d’Autrice” dedicate a Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo
18 Giu 2026 15:20
Le parole delle donne diventano luoghi da abitare. È questo il cuore di “Camere d’autrice”, l’iniziativa che il prossimo 26 giugno trasformerà due prestigiose strutture ricettive del territorio ibleo in spazi permanenti di memoria, cultura e valorizzazione del talento femminile.
Con il claim “Abitare la parola, lasciare traccia”, Ragusa ospiterà una nuova tappa del progetto nazionale Toponomastica Femminile, promosso dalla Consulta Femminile del Comune di Ragusa in collaborazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità.
L’obiettivo è tanto semplice quanto rivoluzionario: restituire visibilità alle donne che hanno contribuito alla crescita culturale del Paese, inserendo i loro nomi e le loro opere nei luoghi della quotidianità, affinché continuino a parlare alle nuove generazioni.
La giornata si articolerà in due momenti simbolici. Alle 10.30, presso il Poggio del Sole Resort, sarà inaugurata una camera dedicata a Goliarda Sapienza, tra le voci più originali e innovative della letteratura italiana del Novecento. Alle 12.00, nella suggestiva Tenuta Chiaramonte, sarà invece intitolata una stanza a Sibilla Aleramo, pioniera della scrittura femminile e figura centrale dell’emancipazione delle donne in Italia.
Non si tratterà di semplici intitolazioni. Le camere diventeranno autentici presidi culturali, arricchiti da libri, materiali informativi e testimonianze che permetteranno agli ospiti di conoscere e approfondire il pensiero delle due autrici. Un modo originale per trasformare l’accoglienza turistica in esperienza culturale e occasione di riflessione.
«Le città raccontano sé stesse attraverso i nomi che scelgono di ricordare», sottolinea l’assessora alle Pari Opportunità Elvira Adamo. «Per troppo tempo il contributo delle donne alla cultura e alla crescita della nostra società è rimasto ai margini della memoria pubblica. Con Camere d’Autrice restituiamo spazio, visibilità e riconoscimento a due protagoniste della letteratura italiana come Goliarda Sapienza e Sibilla Aleramo».
L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come le politiche per la parità possano tradursi in azioni capaci di lasciare un segno duraturo nella comunità, creando luoghi che custodiscono storie, pensieri e visioni del mondo.
Sulla stessa linea la presidente della Consulta Femminile, Gianna Miceli, che evidenzia il valore simbolico del progetto. «Intitolare queste stanze significa permettere a chi soggiorna di abitare la parola e riscoprire figure straordinarie che hanno lasciato una traccia indelebile nella nostra storia culturale. È la dimostrazione di come la collaborazione tra associazionismo, istituzioni e imprese possa generare un impatto culturale profondo sul territorio».
Un ruolo determinante è stato svolto anche da Rosamaria Chiaramonte, imprenditrice iblea e cofondatrice della Tenuta Chiaramonte, che ha sostenuto con convinzione il progetto. Un impegno che testimonia come l’impresa possa diventare protagonista attiva nella promozione della cultura e della parità di genere, contribuendo a costruire una memoria collettiva più inclusiva.
Perché le parole delle donne, come recita il motto dell’iniziativa, non passano: abitano.
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