Il presidio medico sanitario di Modica Alta non chiuderà. L’annuncio della sindaca Maria Monisteri arriva dopo giorni di tensione e di forte mobilitazione da parte della comunità, preoccupata dalla prospettiva dello spostamento del servizio presso la Casa di Comunità della Sorda. Una vicenda che aveva acceso un ampio dibattito cittadino e che ora sembra avviarsi […]
Il presidio medico sanitario di Modica Alta non chiuderà. Lo assicurano il sindaco e l’on. Minardo
19 Giu 2026 14:09
Il presidio medico sanitario di Modica Alta non chiuderà. L’annuncio della sindaca Maria Monisteri arriva dopo giorni di tensione e di forte mobilitazione da parte della comunità, preoccupata dalla prospettiva dello spostamento del servizio presso la Casa di Comunità della Sorda.
Una vicenda che aveva acceso un ampio dibattito cittadino e che ora sembra avviarsi verso una soluzione positiva, anche se manca ancora il passaggio formale delle comunicazioni ufficiali da parte dell’Asp di Ragusa e degli organismi sanitari competenti.
Secondo quanto comunicato dalla sindaca, dopo una serie di interlocuzioni con l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, con il direttore generale dell’Asp 7 Ragusa Pino Drago e con il supporto dell’onorevole Nino Minardo, sarebbe stata individuata la soluzione per mantenere operativo il presidio di Modica Alta.
“Il presidio non chiude, resta aperto e lo sarà 24 ore su 24 anche con il supporto del 118”, ha scritto Monisteri, ringraziando quanti hanno contribuito al raggiungimento dell’obiettivo.
La vicenda assume anche un rilievo sul piano amministrativo. La scelta iniziale di trasferire il servizio presso la Casa di Comunità della Sorda era stata motivata facendo riferimento al nuovo modello organizzativo della sanità territoriale e agli interventi previsti dal decreto ministeriale sulle Case di Comunità.
Tuttavia, la soluzione prospettata dall’amministrazione dimostrerebbe che quel quadro normativo non prevedeva necessariamente l’assorbimento obbligatorio del presidio medico all’interno della Casa di Comunità. La permanenza del servizio a Modica Alta, se confermata dagli atti ufficiali, evidenzierebbe infatti come il trasferimento fosse una scelta organizzativa e gestionale, non un vincolo imposto automaticamente dalla normativa nazionale.
Un aspetto che aveva rappresentato uno dei nodi centrali della discussione: da una parte l’esigenza di riorganizzare i servizi sanitari territoriali attraverso le nuove strutture previste dal Pnrr, dall’altra la necessità di garantire la presenza capillare dell’assistenza nelle zone storiche della città, soprattutto in quartieri come Modica Alta.
La sindaca ha inoltre ricordato come il trasferimento alla Casa di Comunità fosse stato programmato negli anni precedenti dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco Ignazio Abbate, sottolineando come l’attuale intervento sia stato finalizzato a tutelare un servizio ritenuto essenziale per i cittadini.
Ma c’è un dettaglio non indifferente che il gruppo DC adesso mette in evidenza e che emerge direttamente dagli atti amministrativi.
La delibera che ha dato il via all’individuazione della sede della futura Casa di Comunità non è stata infatti adottata da una Giunta comunale eletta, ma dal Commissario Straordinario Domenica Ficano il 4 luglio 2022, durante il periodo di gestione commissariale del Comune di Modica.
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