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Il pubblico ibleo riscopre “Fantozzi”, pezzo di storia del cinema italiano. Al DonnaFugata Film Festival con Fabio Frizzi
03 Ago 2026 13:45
RAGUSA – È partita nel segno della musica, della memoria e delle emozioni la XVIII edizione del DonnaFugata Film Festival. La prima giornata di anteprima, ospitata nel Cortile Grande del Castello di Donnafugata, ha regalato al pubblico un viaggio attraverso cinquant’anni di cinema grazie a uno dei compositori più amati del panorama italiano, Fabio Frizzi, protagonista del DonnafugaTalks dedicato al rapporto tra musica e grande schermo. Un avvio suggestivo, accompagnato anche da piccoli segni, quasi premonitori, che il direttore artistico Andrea Traina ha voluto condividere con il pubblico. «Questo pomeriggio ho visto un arcobaleno sopra il castello e mi è sembrato un buon segno, un’immagine che conferma, insieme alle rondini che volano, la magia che accompagna questo luogo e ogni apertura del festival», ha raccontato salutando il pubblico. Prima dell’incontro con Frizzi, Traina ha invitato il pubblico a visitare la mostra Pneuma del pittore Luigi Rabbito, inaugurata ieri pomeriggio e allestita nella Sala Bianca per tutta la durata della rassegna, definendo l’artista «capace, attraverso il colore, di far percepire il suono». Un legame ideale tra arti visive e musica che ha introdotto perfettamente il dialogo con il compositore. «Una serie di fortunati eventi mi ha condotto fino a lui», ha detto Traina presentando l’ospite della serata. Fabio Frizzi, dal canto suo, ha spiegato con semplicità perché abbia accettato l’invito del festival. «Io vivo la mia vita per il 93% istintivamente. Mi sono detto: andiamo a vedere di cosa si tratta». Una scelta che si è trasformata in un lungo racconto fatto di aneddoti, ricordi e riflessioni sul mestiere del compositore. Nel corso della conversazione è emerso più volte un concetto condiviso da Traina e Frizzi: la musica non rappresenta un semplice accompagnamento del film, ma uno dei suoi protagonisti invisibili. Una colonna sonora può determinarne l’identità, restare nella memoria degli spettatori e diventare essa stessa parte della storia del cinema. Il momento centrale del talk è stato dedicato a “Fantozzi”, il film di Luciano Salce che ha aperto la rassegna subito dopo l’incontro con il compositore. «È stata un’esperienza pazzesca. È lì che ho capito che quello sarebbe stato il mio lavoro», ha raccontato Frizzi, ricordando come la celebre Ballata di Fantozzi nacque quasi d’istinto. «Presi la chitarra e nel giro di cinque minuti era venuta fuori». Il compositore ha poi ricordato il primo incontro con Paolo Villaggio, definendolo un outsider, un uomo timido ma animato da forti convinzioni che hanno dato vita a uno dei personaggi più iconici del cinema italiano. La successiva proiezione di Fantozzi ha riportato il pubblico al 1975, ripercorrendo le tragicomiche vicende del ragionier Ugo Fantozzi, della moglie Pina, interpretata da Liù Bosisio, e della signorina Silvani. Bosisio, oggi novantenne, è una delle più importanti attrici e doppiatrici italiane: tra le sue interpretazioni più celebri c’è anche la voce italiana di Marge Simpson, personaggio che accompagna da decenni il pubblico televisivo. Nel corso dell’incontro si è parlato anche di Sette note in nero, la cui celebre colonna sonora firmata da Franco Bixio, Fabio Frizzi e Vince Tempera fu scelta da Quentin Tarantino per una delle scene più iconiche di Kill Bill: Volume 1. Un omaggio al cinema di genere italiano e alla musica di Fabio Frizzi che contribuì a far conoscere quel tema a una nuova generazione di spettatori. Con Vincent Migliorisi del Trio Casamia, il dialogo si è poi allargato alla stagione del cinema di genere italiano, al lungo sodalizio artistico con Lucio Fulci e a quel cinema sperimentale capace, con pochi mezzi ma grandi intuizioni, di lasciare un segno profondo nell’immaginario collettivo. Frizzi ha raccontato di conservare ancora gli appunti scritti durante le prime visioni dei girati, quando iniziava a immaginare le musiche che avrebbero accompagnato le immagini. Un rapporto quasi affettivo con il proprio lavoro che, ancora oggi, continua ad alimentare nuovi progetti. Tra questi il tour statunitense che partirà il prossimo 23 settembre con trenta concerti. «Noi andiamo in gita di classe, io la vedo così», ha scherzato il compositore. Nel finale del talk è arrivato anche un messaggio rivolto ai più giovani musicisti. Parlando delle nuove tecnologie, Frizzi ha ricordato come software e strumenti digitali abbiano ampliato enormemente le possibilità creative, senza però sostituire ciò che conta davvero. «Le idee partono sempre da un foglio bianco. Gli strumenti aiutano, ma la qualità di un artista sta nelle scelte che riesce a fare davanti a quel foglio». L’anteprima del festival si conclude stasera con un live di Francesco Riotta e il suo spettacolo “Da un’isola all’altra”, in programma alle 22.30 al Bollo – Donnafugata Drink Office: un viaggio musicale tra Sicilia e Mauritius, tra reggae, séga e tradizione. Da domani 4 agosto il DonnaFugata Film Festival entrerà nel vivo con il programma completo della XVIII edizione, con proiezioni, incontri, masterclass, concerti e ospiti del cinema italiano e internazionale. L’apertura ufficiale sarà affidata alle 19,30 all’Opera dei Pupi dei Fratelli Napoli con “La leggenda di Colapesce”, spettacolo in sintonia con il segno del Cancro a cui è dedicata questa edizione che vede il contributo del guest director Roy Menarini e vari ospiti tra cui Maria Pia Di Meo, Fausto Russo Alesi, Luca Biagini. A seguire, alle ore 20, per “DonnafugaTalks | Storie di rinascita”, un incontro dedicato ai percorsi di ricostruzione dei territori colpiti dal terremoto e alle sfide che accompagnano la rinascita di una comunità. Interverranno Anna Di Francisca, regista e sceneggiatrice, autrice di film e fiction di successo come Un medico in famiglia e del recente La bolla delle acque matte, un’opera che racconta proprio la rinascita di un borgo ferito dal sisma, e Paolo Perna, musicista e co-ideatore del progetto che ha ispirato il film, profondamente legato ai luoghi dell’Appennino colpiti dal terremoto. Nelle varie sale i film in proiezione. Programma e dettagli su www.donnafugatafilmfestival.org foto di Marcello Bocchieri
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