Museo Nino Caruso, da sabato apre al pubblico: “Può diventare un punto di riferimento per il turismo culturale del Sud Est siciliano”. FOTO

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Dopo l’inaugurazione che nei giorni scorsi ha richiamato istituzioni, operatori culturali e numerosi cittadini, il Museo delle Arti Ceramiche Nino Caruso di Comiso si prepara ad accogliere i primi visitatori. Da sabato 20 giugno il nuovo spazio espositivo dedicato al maestro comisano aprirà ufficialmente le proprie porte al pubblico, offrendo l’opportunità di conoscere da vicino l’opera e il percorso artistico di uno dei più importanti ceramisti italiani del Novecento.

La gestione dei servizi museali è stata affidata all’ATI composta da Logos e Civita Sicilia, realtà già impegnate nella valorizzazione del Museo Civico di Storia Naturale di Comiso. Per Rosario Alescio, presidente di Logos e capofila dell’associazione temporanea di imprese, l’avvio delle attività rappresenta non soltanto l’apertura di un nuovo museo, ma l’inizio di un percorso che guarda allo sviluppo culturale e turistico dell’intero territorio.

«L’apertura del Museo Nino Caruso rappresenta un risultato importante per Comiso e per tutto il comprensorio – afferma Alescio –. È il frutto di una collaborazione che ha coinvolto istituzioni, operatori culturali e tanti soggetti che hanno creduto nel progetto. Un ringraziamento particolare va alla sindaca Maria Rita Schembari che, con determinazione e lungimiranza, ha portato a compimento un percorso complesso, trasformando in realtà un sogno profondamente legato alla figura di Nino Caruso e alla sua città».

Secondo Alescio, il nuovo museo è destinato a rafforzare il ruolo del Sud Est siciliano come destinazione culturale di rilievo. «Ci troviamo davanti a un patrimonio artistico di valore internazionale che arricchisce ulteriormente l’offerta di un territorio già ricco di attrattive. Oggi il turismo culturale è sempre più centrale nelle scelte dei viaggiatori. Le persone cercano esperienze autentiche, luoghi capaci di raccontare una storia e di trasmettere identità. Il Museo Nino Caruso possiede tutte queste caratteristiche».

Ma per trasformare questa opportunità in un reale motore di sviluppo sarà necessario fare rete. È questa la sfida indicata dal presidente di Logos per i prossimi anni.

«Il museo dovrà dialogare con le altre realtà culturali del territorio, con le fondazioni, le associazioni, gli operatori turistici e le amministrazioni locali. Solo costruendo una proposta integrata riusciremo a rendere il Sud Est siciliano ancora più attrattivo e competitivo. Accanto alla valorizzazione del patrimonio culturale sarà fondamentale continuare a investire nei servizi, nell’accoglienza e nei collegamenti, elementi indispensabili per rendere una destinazione facilmente fruibile».

Il Museo Nino Caruso sarà visitabile ogni sabato e domenica dalle 10 alle 13. Durante la settimana, dal lunedì al venerdì, sarà invece possibile accedere attraverso visite prenotate, con particolare attenzione alle scuole, ai gruppi organizzati, alle associazioni e ai percorsi guidati dedicati agli appassionati d’arte e di ceramica.

Per Alescio, il nuovo museo rappresenta un tassello fondamentale all’interno di una strategia più ampia di valorizzazione territoriale. «Viviamo in un’area straordinaria, ricca di storia, arte, paesaggio e tradizioni. Il nostro compito è mettere in relazione queste risorse, creando un sistema culturale capace di raccontarsi in modo unitario. Il Museo Nino Caruso può diventare uno dei nodi principali di questa rete e contribuire a rafforzare l’immagine del Sud Est siciliano come destinazione culturale d’eccellenza nel Mediterraneo».

Con l’apertura al pubblico prende così il via una nuova fase per il museo dedicato al grande artista comisano, destinato a diventare non soltanto un luogo di conservazione e memoria, ma anche uno spazio di incontro, conoscenza e promozione del territorio.

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