L’incendio del 12 agosto è arrivato nel Parco archeologico di Cava Porcaro: lambite le catacombe e alcune abitazioni

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Un ampio tratto del costone dei Monti Iblei ha oggi perso il suo colore naturale. Il nero grigiastro ha preso il posto del verde della macchia mediterranea. L’incendio che si è sviluppato due giorni fa lungo la strada statale 115. I vigili del fuoco, che sono intervenuti insieme alla Protezione civile di Chiaramonte Gulfi e al Corpo Forestale, hanno lavorato a lungo per domare le fiamme che, alimentate dal forte vento, si sono propagate fino a lambire alcune abitazioni. L’incendio ha interessato anche circa tre ettari di terreno compreso nel Parco Archeologico di Cava Porcaro, che si trova sulla collina delimitata dai due torrenti Cucca e Porcaro e che il comune di Comiso ha affidato in gestione al Corpo Forestale. L’area comprende anche le antiche sepolture, ricavate all’interno di cinque grotte, con catacombe ipogeiche cristiane  che si fanno risalire al IV secolo dopo Cristo).

Le fiamme hanno interessato solo marginalmente l’area del Parco e non ha raggiunto le “Case Terranova”

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