Ferragosto senza tregua a Playa Grande: cantieri all’alba e cittadini furiosi

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Giorni di Ferragosto, le attività edili e l’indotto abitualmente si fermano per le ferie estive. Ma a Playa Grande vige altro. Vige un’altra regola: quella del fare in fretta per evitare…sorprese. Sorprese di che? Di eventuali interruzioni dall’alto. Si lavora in maniera celere iniziando i lavori di primissima mattina. Alle sei tutti all’opera in barba a regole, ad orari canonici di contratti lavorativi ed a divieti di disturbo alla quiete pubblica. Decine e decine le segnalazioni inviate alle istituzioni, ai vari livelli. A Playa Grande ci sono oltre 160 famiglie proprietarie di immobili; più della metà hanno manifestato le loro perplessità e fatto le loro segnalazioni ma nulla si muove.

Si lavora in forza di un’autorizzazione a tempo del demanio, per competenza, che dovrebbe autorizzare lo chalet per un periodo di novanta giorni. Inferociti i villeggianti: “come si spiega il rilascio di una concessione temporanea a servizio di una struttura ricettiva al momento chiusa ed incompleta? L’attività non può essere aperta al pubblico proprio perchè è legata a stretto giro al complesso ricettivo – dicono gli abitanti ed i villeggianti – tutte le segnalazioni che abbiamo fatto non hanno trovato risposta. Nessuno controlla quanto sta accadendo in quel posto. Gli operai lavorano senza alcuna protezione, due immigrati sono di guardia ai luoghi e bivaccano fra fiumi di alcool e bisogni fisici senza mettersi al riparo dall’occhio umano con tanto di adulti e bambini che frequentano la spiaggia”. Una comunità, quella di Playa Grande, indignata che non trova ascolto in nessuna parte che si prefigge di raggiungere per manifestare perplessità e dissenso sulla nascita di questa struttura in area demaniale tanto che l’autorizzazione provvisoria è stata rilasciata dal Demanio. Con questa nuova opera si sta arrivando, metaforicamente, alla presa della Bastiglia: a significare che anche l’ultimo tratto di spiaggia, peraltro situata accanto ad una Riserva Naturale biologica, viene saccheggiato in nome di un turismo che fa presa e cerca la forza su luoghi incontaminati per alzare l’offerta in un’isola che, fortunatamente, è tutta bella.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it