All’ASP di Ragusa arriva il “pacemaker del dolore”: una nuova speranza per i pazienti

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Per chi convive ogni giorno con un dolore persistente che limita movimenti, sonno e qualità della vita, arriva una nuova opportunità terapeutica all’ASP di Ragusa. Nello Spoke di Terapia del Dolore dell’Azienda sanitaria provinciale viene infatti eseguita la neurostimolazione del ganglio della radice dorsale, una procedura innovativa e mini-invasiva che consente di intervenire direttamente sui meccanismi di trasmissione del dolore cronico.

Si tratta di una tecnica avanzata destinata ai pazienti affetti da forme di dolore neuropatico e cronico localizzato che non hanno ottenuto benefici soddisfacenti dai trattamenti farmacologici, riabilitativi o dalle terapie tradizionali. La procedura rappresenta una concreta possibilità per chi continua a soffrire dopo interventi chirurgici, traumi o lesioni nervose che hanno lasciato conseguenze dolorose persistenti nel tempo.

A guidare il percorso è lo Spoke di Terapia del Dolore diretto dalla dottoressa Jessica Naimo. Il trattamento si basa sulla stimolazione del ganglio della radice dorsale, una struttura nervosa fondamentale nella trasmissione degli impulsi dolorosi dalla periferia verso il sistema nervoso centrale. Attraverso impulsi elettrici mirati è possibile modulare questi segnali, riducendo la percezione del dolore e favorendo un recupero delle capacità funzionali del paziente.

L’intervento viene eseguito in anestesia locale e prevede il posizionamento di un elettrodo in prossimità del canale spinale, vicino alla zona nervosa interessata. Uno degli aspetti più innovativi della procedura è la possibilità di effettuare una fase preliminare di prova.

«Una delle caratteristiche più rilevanti della procedura – spiega la dottoressa Jessica Naimo – è la possibilità di effettuare una fase di test: il paziente può verificare l’efficacia della stimolazione prima dell’impianto definitivo. Quando il test dà esito positivo, l’elettrodo viene impiantato sottocute e collegato a un neurostimolatore, una sorta di “pacemaker del dolore”, posizionato generalmente in regione sovraglutea o addominale».

L’obiettivo non è soltanto quello di diminuire l’intensità del dolore, ma soprattutto di restituire autonomia e benessere alle persone. Camminare con maggiore sicurezza, riposare meglio durante la notte, riprendere attività quotidiane spesso abbandonate a causa della sofferenza cronica: sono questi i risultati che la terapia punta a raggiungere.

L’importanza di questo percorso specialistico viene sottolineata anche dalla Direzione sanitaria dell’ASP di Ragusa.

«La presa in carico del dolore cronico – dichiara la dottoressa Sara Lanza, Direttore sanitario dell’ASP – rappresenta un ambito fondamentale dell’assistenza, perché incide direttamente sulla qualità di vita delle persone. L’introduzione e il consolidamento di procedure avanzate come la neurostimolazione del ganglio della radice dorsale confermano l’impegno dell’Azienda nel rafforzare percorsi specialistici appropriati, sicuri e sempre più vicini ai bisogni dei pazienti».

Dopo l’impianto, il paziente continua a essere seguito dai professionisti del Centro di Terapia del Dolore, che monitorano nel tempo l’efficacia del trattamento e regolano il dispositivo in base alla risposta clinica e all’evoluzione della patologia.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it