Il comune di Chiaramonte potrebbe acquisire la casa di Serafino Amabile Guastella: la proposta nella serata del libro “Famiglie chiaramontane”

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Il comune di Chiaramonte Gulfi potrebbe acquistare il palazzo che fu di Serafino Amabile Guastella. La proposta è stata lanciata dall’ex deputato regionale ed ex sindaco di Ragusa, Giorgio Chessari che ha spiegato che per una simile acquisizione il comune potrebbe usuifruire di fondi regionali, con una procedura analoga a quella seguita dal comune di Ragusa che ha acquistato il castello di Donnafugata.

La proposta di Chiessari è stata lanciata nel corso della serata che si è svolta il 13 agosto ai Giardini comunali per la presentazione del libro “Famiglie Chiaramontane”, opera dello scrittore e storico Giuseppe Cultrera, che ha lavorato insieme a Francesco Melfi. Era presente anche il sindaco Mario Cutello.

I due autori hanno lavorato e ripreso i testi e gli appunti lasciati dal barone Corrado Melfi di San Giovanni, prozio di uno dei due autori, che aveva studiato a lungo le famiglie della sua città con delle ricerche di ordine storio a parttire dal XVI secolo .

Corrado Melfi, studioso autodidatta, archeologo per passione, cui si deve la scoperta dei resti dell’antico abitato di Gulfi e probabilmente dei resti della chiesa di San Nicola, nella contrada omonima, studiò a lungo i documenti parrocchiali, i riveli, vari documenti notarili, per fare una disamina completa delle famiglie che abitavano a Chiaramonte, del ruolo civile e politico svolto dai suoi componenti, dei soprannomi ad essi collegati, le cosiddette “‘nciurie”. Il lavoro minuzioso del nobile chiaramontano era stato affidato a vari manoscritti e mappe familiari da lui stesso redatte e completate, con aggiunte e rifacimenti, nei vari anni. La disamina si ferma al XIX secolo, comprendendo appena i primi decenni del XX secolo, quando Melfi era ormai anziano.

Il lavoro dei due studiosi è stato lungo e minuzioso. Essi hanno preso in mano il manoscritto intitolato “Lde famiglie chiaramontaner estinte trasmigrate ed esistenti dal secolo XIV al XIX”, opera di Corrado melfi e composto di 40 pagine troduttive, cui si aggiungono 400 pagine numerate e una serie di altri fogli, cartoline e aggiunte che lo corredano. la ricostruzione non è stata semplice e ha richiesto di fare una selezione accurata del materiale per renderlo leggibile e proporlo nell’elegante volte di 500 pagine, in edizione ridotta numerata di sole 99 copie edito dalla Pro Loco con il contributo di alcuni sponsor.

Il testo è corredato dalle intruzioni e si aggiungonouna nota sulla nascita di Pedalino (nelle mappe citata come PERALINO), parte dei possedimenti di Melfi, un breve saggio sull’onomastica curata dal giovane storico Vito Castagna. Le foto d’epoca e la copertina sono state curate da Raffaele Catania, l’impaginazione è di Giulia Cultrera.

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