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Covid: mancano anestesisti, malattie infettive e terapia intensiva saranno trasferiti da Ibla al nuovo ospedale Giovanni Paolo II
27 Ott 2020 22:52
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Non c’è un numero adeguato di anestesisti e dunque non si riesce più a garantire adeguata assistenza nei reparti covid dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa Ibla. Da qui la forzata scelta di trasferire malattie infettive e terapia intensiva da Ibla al nuovo ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa. Dopo un confronto con gli anestesisti rimasti attualmente in servizio, il manager Angelo Aliquò ha scelto di procedere con il trasferimento che sarà reso operativo nei prossimi giorni.
Il referente dell’Asp Ragusa l’ha confermato anche oggi pomeriggio in un’intervista a Marco Scavino su Mtg su Videomediterraneo spiegando le motivazioni: “Non posso tenere le malattie infettive separate dalla terapia intensiva a causa della carenza di personale. Dunque o chiudiamo il nuovo ospedale Giovanni Paolo II o chiudiamo l’ospedale Maria Paterno’ Arezzo. Abbiamo scelto di trasferire al Giovanni Paolo II entrambi i reparti di malattie infettive e di terapia intensiva covid attualmente presenti all’ospedale Maria Paternò Arezzo”.
All’ospedale di Ibla resterà attiva la foresteria e le malattie infettive a bassa intensità di cura. “Non posso mettere a rischio delle persone che sono ricoverate in malattie infettive la cui condizione di salute può precipitare e poi non ci sono gli anestesisti – dice Aliquò – Ecco perchè è arrivata la scelta di trasferire i reparti da Ibla al nuovo ospedale.
Gli anestesisti ci servono al Giovanni Paolo II anche per gli altri reparti come la sala parto, la chirurgia, e dunque stiamo interrompendo le attività di prevenzione, anche a Vittoria dove c’è un flusso continuo di pazienti covid. Devo garantire queste priorità”.
Aliquò ha annunciato che si sta lavorando per rendere disponibili 140 posti di malattie infettive e 14 di terapie intensiva utilizzando tutta la rete ospedaliera iblea perchè la curva dei contagi sta salendo in modo vertiginoso.
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