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Cane seviziato a Punta Braccetto, i consiglieri del PD di Ragusa: “Si indaghi sulla pesca illegale nella zona di Randello”
01 Giu 2020 10:55
Non accenna a placarsi lo sconcerto e l’indignazione provocata dall’uccisione e dalle sevizie di un povero randagio a Punta Braccetto, davanti alla casa di una volontaria che se ne prendeva cura. Così come denunciato da Alleanza Popolare ecologista e dalla Lega Antispecista italiana, l’episodio sarebbe da ricollegare ad una denuncia fatta dalla volontaria circa la pesca illegale che si verifica nella zona dell’area protetta di Randello.
Oggi, i consiglieri del PD, Mario D’Asta e Mario Chiavola, chiedono che venga fatta luce su questo grave episodio: “Lascia senza parole l’episodio relativo alla volontaria di Alleanza popolare ecologica che ha trovato morto, davanti casa, a Punta Braccetto appunto, il cane randagio che accudiva da quattro anni. C’è una vera e propria emergenza, sul fronte animalista, che ci deve spingere ad interrogarci meglio su quali sono le scelte più urgenti da compiere”.
“Sembra, stando alle denunce dell’associazione ecologista – affermano ancora i consiglieri del Pd – che tutto sia nato per questioni legate alla pesca illegale nel demanio forestale di Randello. Una denuncia forte quella della volontaria, a cui va tutta la nostra solidarietà, che avrebbe causato, indagini sono in corso, una reazione semplicemente, è proprio il caso di dirlo, bestiale. Speriamo che chi indaga possa fare piena luce sull’episodio e che, soprattutto, i controlli possano effettivamente mettere in luce se la denuncia sulla pesca illegale ha dei fondamenti concreti.
Se così fosse, e fino a prova contraria non abbiamo motivo per dubitare delle parole della volontaria, sarebbe un fatto molto grave su cui è necessario attuare degli interventi immediati. Non si può stare a guardare, non si può fare finta di niente rispetto a efferati casi del genere. Bisogna intervenire, e in maniera forte, per cercare di capire come stanno le cose”.
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