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Festa di San Giorgio a Modica e polemiche. Il presbiterio interviene: “Tradizione sì, ma radicata nella fede”
02 Mag 2026 09:55
Dopo giorni di polemiche seguite ai festeggiamenti in onore di San Giorgio a Modica, arriva una presa di posizione ufficiale e corale: il presbiterio della diocesi di Noto rompe il silenzio e si schiera apertamente al fianco del vescovo Salvatore Rumeo.
In un comunicato diffuso oggi, i sacerdoti della diocesi chiariscono il senso delle parole pronunciate dal vescovo durante un’intervista rilasciata il 26 aprile, nel pieno delle celebrazioni del patrono di Modica e riprese dai media. Parole che, secondo il presbiterio, sono state in parte travisate da reazioni impulsive, soprattutto sui social.
L’intervento arriva anche per fare chiarezza su alcune dichiarazioni circolate nei giorni scorsi e attribuite a singoli sacerdoti, poi smentite dagli stessi. Un elemento che aveva contribuito ad alimentare confusione e tensioni, rendendo necessario un chiarimento ufficiale e condiviso da tutto il presbiterio.
Il cuore del messaggio è netto: la religiosità popolare rappresenta una ricchezza autentica, ma non può scivolare in forme che contrastino con il significato profondo della fede cristiana. Le tradizioni, dunque, non vengono messe in discussione, bensì richiamate alla loro radice spirituale.
Il presbiterio sottolinea come l’intenzione del vescovo non fosse quella di sminuire le feste popolari, ma piuttosto di purificarle da eventuali derive e di restituire loro una dimensione pienamente religiosa. In quest’ottica, le celebrazioni devono restare coerenti con le indicazioni pastorali già tracciate nel tempo e ribadite nel piano pastorale diocesano.
Forte anche l’appello all’unità: i sacerdoti esprimono “unanime vicinanza” al loro pastore e invitano i fedeli a condividere un percorso di crescita nella devozione, ricordando che i santi — e in primo luogo la Vergine Maria — non sono simboli folkloristici o identitari distorti, ma testimoni di fede e modelli di vita cristiana.
La presa di posizione arriva in un clima ancora acceso, segnato da interpretazioni divergenti e sensibilità differenti tra tradizione e rinnovamento. Tuttavia, il comunicato sembra voler riportare il dibattito su un terreno più costruttivo, dove fede e cultura possano convivere senza contrapporsi.
Nel linguaggio della Chiesa cattolica, il “presbiterio” indica l’insieme dei sacerdoti (i presbiteri) di una diocesi, uniti attorno al proprio vescovo. Si tratta di una realtà comunitaria: un corpo di ministri che collaborano con il vescovo nella guida pastorale, nella celebrazione dei sacramenti e nell’annuncio del Vangelo.
In questo caso, il presbiterio della diocesi di Noto parla con una sola voce, rafforzando il messaggio del vescovo e cercando di ricomporre le tensioni nate attorno a una delle feste più sentite della città di Modica.
La speranza, condivisa anche nel comunicato, è che si possa presto ritrovare un equilibrio tra tradizione e autenticità della fede, senza perdere il valore identitario delle celebrazioni ma evitando ogni deriva che ne snaturi il significato più profondo.
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