Per l’università ragusana tutti dormono

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Sono infinite le perplessità che il Movimento politico “Ragusa Futuro”, durante i suoi dibattiti interni, ha nutrito e continua a nutrire attorno alla questione dell’Università a ragusa. Dal mio ultimo intervento pubblico del 24 marzo 2010, in cui manifestavo una serie di interrogativi sulle attuali condizioni di incertezza cui versa l’università iblea e sul suo malconcio prossimo futuro delineato dal mancato inserimento dei corsi di laurea di lingue, agraria e giurisprudenza nel piano formativo per il prossimo anno accademico 2010/2011( notizie apprese solo dalla stampa), nessuno ha sentito la responsabilità o il dovere di rispondere, nè di smentire i numerosi e legittimi dubbi sollevati.
Appare ancora più grave che, nella stessa data, presentai una richiesta di convocazione di conferenza capo-gruppi al comuna, sottoscritta da tutti i capi gruppo del consiglio comunale, ad eccezione del PD, in cui si chiedeva un incontro con i rappresentanti dell’assemblea dei soci del Consorzio e con il Presidente dello stesso, al fine di avere maggiori e diretti chiarimenti, a tale richiesta non si sia dato seguito dopo 20 giorni.
Questo ulteriore “pesante” silenzio politico e istituzionale, rotto soltanto dalle pubbliche dichiarazioni del rappresentante degli studenti, diventato ormai impropriamente il “portavoce ufficiale “del Rettore Recca, fa sollevare non più un grido d’allarme, ma tende a rafforzare l’idea e sottolinea la consapevolezza che l’Università a Ragusa si stia dirigendo in maniera suicida, tacita e conclamata da una indifferenza politica inquietante, verso la chiusura dei propri corsi di laurea( e come tale se si ferma anche solo per un anno, sarà la sua fine definitiva), con l’appannaggio, tanto mediaticamente utilitaristico quanto  nei fatti impreciso, dell’istituzione del 4° polo pubblico.
Sarebbe non solo gradito, ma quanto mai essenziale e doveroso, avere dei chiarimenti Istituzionalmente corretti, sullo stato di fatto dei prossimi corsi di laurea sul cui mantenimento, voglio ricordare, c’era stata la promessa e l’impegno da parte di tutti i vertici politici che rappresentano le nostre Istituzioni, ritenuto fondamentale al fine di traghettare il nostro decentramento verso il 4° polo pubblico.
In questa direzione, cioè mantenere l’esistente, ci eravamo proiettati tutti i consiglieri comunali e provinciali quando abbiamo approvato, pur nutrendo ognuno le nostre perplessità, sia il nuovo Statuto che avrebbe permesso l’ingresso a nuovi soci sostenitori, che la nuova convenzione che avrebbe dovuto stabilire nuovi e rigenerati rapporti con l’Ateneo catanese per attivare i corsi di laurea per il prossimo anno accademico; a tutto questo aggiungo che il rinnovato impegno economico di E.1.600.000,00 nel bilancio comunale e di E.1.500.000,00 nel bilancio della provincia, sottolineano l’impegno da parte dei consiglieri di voler continuare a mantenere l’università a ragusa: a questo impegno, mi chiedo, corrisponde una realtà politica che nei fatti possa confermare ai nostri studenti e alle loro famiglie che a ottobre ripartono i corsi di laurea a Ragusa?
Chi è, in questo territorio, deputato a dare queste risposte? E se, al contrario, non si è in condizioni di affermare che i corsi ripartiranno, sarebbe eticamente più corretto nei confronti della comunità, anche se magari politicamente più impopolare, parlare chiaramente sui reali prossimi risvolti dell’università iblea.
Procederò con un’interrogazione urgente al Sindaco e con la richiesta di un Consiglio Comunale aperto.

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