Un Consultorio familiare più moderno, accessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. Saranno inaugurati mercoledì 15 luglio, alle ore 11, i locali riqualificati del presidio di via Keplero 1 a Comiso, al termine di un intervento di ristrutturazione che ha consentito di migliorare gli spazi dedicati ai servizi territoriali rivolti a donne, coppie, famiglie e […]
STRUTTURE PUBBLICHE E SGUARDO AI GIOVANI PER LA CASERMA EX GDF
05 Set 2011 13:42
Ha suscitato l’interesse di villeggianti e residenti il gazebo che già di prima mattina Generazione Santa Croce, Progetto Santa Croce, Libera…Mente e il consigliere Francesco Agnello, hanno montato nella piazza di Punta Secca. Il gazebo è stato montato, per illustrare la storia dell’ex caserma della guardia di finanza, oggi ridotta a un rudere pericoloso. La storia che parte dal lontano giugno 2003, quando il comune di Santa Croce fa richiesta (respinta a ottobre) alla capitaneria di porto di rilascio di una concessione trentennale per demolizione con ricostruzione e riutilizzo. L’interessamento del prefetto Calvoso che scrive al ministero per le infrastrutture ricevendo parere favorevole, rimette in moto la macchina burocratica, che fatte le nomine attende il parere della soprintendenza che pone dei vincoli operativi. Si attivano le procedure per la pubblicazione del bando ma il trenta giugno il consiglio comunale chiamato a dare parere formale si oppone e boccia il progetto.
Nel maggio del 2007 si chiude la prima fase della vicenda che si riapre nel 2008 con la richiesta di un parere di competenza da parte della capitaneria di porto che ha ricevuto da parte della ditta M.G. srl la richiesta per la ristrutturazione e il cambio d’uso in una struttura turistico alberghiera. Il comune risponde che non è possibile il cambio d’uso in quanto manca il Piano particolareggiato di recupero. La ditta si assume ( la legge lo consente) l’onere di redigerlo ma quando il piano arriva al consiglio un emendamento del consigliere Agnello destina l’area ad usi civici collettivi. Da allora nessun altro atto è stato fatto. Oggi i giovani (anche qualcuno meno giovane per la verità) richiedono la partecipazione di tutti per proporre un progetto che possa riqualificare l’area. Dai pareri espressi sia durante il dibattito sia durante il giorno con parere scritto sulla bacheca è forte il bisogno di tutti di avere delle opere pubbliche che possano dare spazio sia ad un presidio sanitario che a presidi che possano ospitare oltre che un museo del mare anche uffici dei vigili urbani e comunque uffici di pubblica sicurezza. Presenti al dibattito come semplici cittadini ( ci crediamo?) Piero Mandarà, Giovanni Barone che hanno voluto esprimere il loro parere.
Il primo favorevole all’abbattimento totale della costruzione e alla riqualificazione dell’area magari attraverso fondi provinciali ( il primo passo afferma che è stato fatto con una mozione di indirizzo del consiglio provinciale ad inserire l’opera nel piano delle opere pubbliche prioritarie) per renderla ai cittadini. Per Giovanni Barone l primo passo da fare è “costringere” il proprietario così come si fa con i privati, a riqualificare la zona e poi presentare dei progetti tra cui uno spazio per “giovani Europei” dove i giovani possano trovare ristoro a prezzi modici, perché i giovani che viaggiano non hanno auto a seguito, fanno parte di un circuito “europeo” e potrebbero dare ampia visibilità alla zona senza avere bisogno di utilizzare strutture come i parcheggi che nella zona mancano. I fondi si potrebbero richiedere alla comunità europea attraverso un bando per le politiche giovanili. Pensiero condiviso anche dall’avvocato Gaetano Pernice che seduto accanto a noi lo aveva esposto un minuto prima che Barone Chiedesse la parola. Per fare un resoconto: da questo dibattito è emersa la voglia di avere strutture di pubblica utilità con uno sguardo ai giovani.
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