Ancora sbarchi e il sindaco Ammatuna torna all’attacco: “Pozzallo lasciata sola, basta ipocrisia”

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Non è la prima volta che il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, alza la voce per denunciare quella che considera una cronica mancanza di sostegno istituzionale nei confronti della città, da anni in prima linea nell’accoglienza dei migranti. E, all’indomani dell’ennesimo sbarco, il primo cittadino torna a puntare il dito contro Regione e Governo.

Ieri mattina nel porto di Pozzallo sono sbarcati 46 migranti, originari del Bangladesh e dell’Egitto, soccorsi durante la notte da una motovedetta della Capitaneria di Porto a circa 60 miglia dalla costa pozzallese.

Un’operazione che si è svolta secondo le consuete procedure di accoglienza e identificazione nell’hotspot portuale, ma che riporta al centro dell’attenzione il ruolo strategico della città nel sistema dell’accoglienza siciliano.

Per Ammatuna il problema non è rappresentato dall’accoglienza in sé, che Pozzallo continua a garantire da anni, quanto dalla mancanza di un adeguato sostegno economico e organizzativo.

Il sindaco ricorda come le nuove disposizioni europee in materia di asilo e immigrazione impongano ai Comuni sede di sbarco di garantire, durante le operazioni di screening, l’assistenza ai minori stranieri non accompagnati.

«Anche ieri mattina il Comune di Pozzallo, a proprie spese, ha garantito la presenza delle assistenti sociali all’interno dell’hotspot portuale», sottolinea Ammatuna, evidenziando come il servizio venga assicurato con risorse comunali.

Il bersaglio principale della polemica è la Regione Siciliana.

Secondo il sindaco, mentre vengono assegnati contributi regionali ad altri Comuni per fronteggiare il fenomeno migratorio, Pozzallo continua a essere lasciata sola nonostante rappresenti, insieme a Lampedusa, uno dei principali punti di approdo della Sicilia.

«Si distribuiscono finanziamenti regionali ad alcuni Comuni per mitigare la problematica degli sbarchi, mentre si lasciano soli Comuni importanti come Pozzallo, che rappresenta il secondo avamposto della Sicilia dopo Lampedusa», afferma.

Ammatuna rivolge poi una critica diretta anche al presidente della Regione, Renato Schifani.

«Pur essendo stato nei giorni scorsi a pochi chilometri da Pozzallo, non ha mai sentito il bisogno di visitare i due hotspot del territorio che svolgono un’importante funzione umanitaria».

Nel suo intervento il sindaco richiama anche il recente fermo amministrativo disposto nei confronti della nave della ONG Trotamar, sanzionata con una multa da 10 mila euro dopo un’operazione di soccorso, collegando il provvedimento all’applicazione del cosiddetto decreto Piantedosi.

Un passaggio che Ammatuna contrappone alla recente visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, simbolo, secondo il primo cittadino, dell’attenzione che il tema dell’accoglienza dovrebbe continuare a ricevere.

Il sindaco conclude con parole particolarmente dure: «Purtroppo, ancora una volta, su un tema così delicato e importante, non si può non prendere atto che siamo di fronte ai soliti sepolcri imbiancati e al trionfo dell’ipocrisia».

Un nuovo sfogo che si inserisce in una linea ormai consolidata dell’amministrazione comunale: quella di chiedere che al ruolo di Pozzallo, porta d’ingresso dell’Europa nel Mediterraneo, corrispondano maggiori risorse e una più concreta attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali.

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