PRESENTATO ESPOSTO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PER IL PIANO SPIAGGE DI SANTA CROCE

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E’ stato notificato in mattinata, l’esposto alla Procura da parte dell’associazione Turistica Balneare Siciliana  avverso il piano spiaggia esitato dal consiglio comunale di Santa Croce Camerina. Con questo  atto  l’associazione chiede di verificare se nel piano approvato vi sono estremi di reato considerata, a parere del presidente Antonio Firullo, la fretta con cui è stato approvato. Per Firullo nessuna delle nuove linee guida imposte dalla Regione Sicilia e pubblicate pochi giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale sono state rispettate. Sempre per Firullo, il piano oltre a non essere stato concertato con le forze sociali, come impone la legge, manca di tutti i pareri degli enti preposti.

“Per questi atti l’opposizione si fa al Tar”. Risponde così l’assessore al ramo Giovanni Agnello. Il piano esitato parte da lontano, dal 2009.  “Progettato da fior di tecnici che lo hanno presentato in via preliminare alla Regione, è tornato ai nostri uffici con la richiesta, da parte della stessa di inserire alcuni accorgimenti. Cosa puntualmente accaduta. Questo piano spiaggia ha tenuto conto di tutti i vincoli oltre che paesaggistici, anche idrogeologici. Non vi era possibilità di aggiungere altri stabilimenti. Unica eccezione: tra Punta Secca e Caucana una struttura che possa ospitare anche animali affettivi, come da indicazione dell’ Assessorato regionale. Per quanto riguarda il Piper, secondo queste linee guida, dovrebbe essere addirittura demolito, in quanto sorge all’interno di un’area protetta; l’oasi di Cannitello. Non ha parcheggi e l’area andrebbe risanata. Noi abbiamo cercato di salvaguardare il lavoro del titolare, mettendo dei paletti.  Altra struttura, quella di “Enzo a Mare”. Dovrebbe sapere, Firullo che ormai le strutture che sorgono sulla spiaggia, dovrebbero essere ricostruite con materiali eco compatibili e le spiagge decementificate. Il piano spiagge incriminato, dice che se e quando la struttura sarà buttata giù dalle mareggiate, la ricostruzione avverrà secondo i nuovi criteri, fino ad allora rimane per com’è. Abbiamo cercato di non danneggiare nessuna struttura, a volte anche con piccole forzature. E se Firullo si chiede il perché di tanta fretta, io chiedo al presidente dell’associazione Balneare Siciliana: perché non si oppone al decreto regionale, che impone agli operatori di smontare con il primo di ottobre le strutture balneari per rimontarle ad aprile? Questo dovrebbe, nell’interesse dei suoi iscritti fare. Persino per chi come me è profano in materia, sono evidenti i costi di questa imposizione di legge.”

 

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