IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE DELLE STRADE PROVINCIALI

In una seduta della solerte giunta provinciale sono stati presentati alcuni progetti per la pubblica illuminazione che rappresentano la risposta alle legittime domande dei cittadini di avere le strade provinciali in condizioni di maggiore sicurezza. Legittima l’attività amministrativa se non fosse che due dei quattro progetti riguardano ampliamenti dell’illuminazione di una strada provinciale che l’Assessore percorre quotidianamente anche di sera, la S.P. n2 Vittoria-Acate.

In tutti questi mesi, durante l’approvazione del bilancio, in tutte le discussioni politiche, in tutti i tavoli di lavoro si è sempre discusso di razionalizzare le spese, di rispettare le priorità, di contenere i costi di compensare la crisi con una maggiore attenzione nelle spese della pubblica amministrazione. Pertanto la terza commissione aveva trasmesso un dettagliato rapporto, frutto di incontri con il territorio, con i sindaci e gli amministratori locali sui possibili siti potenzialmente a rischio e quindi da attenzionare urgentemente, che era stato approvato all’unanimità dal consiglio provinciale in sede di approvazione del piano triennale delle opere pubbliche.

L’assessore e la giunta, bontà loro, decidono di fregarsene delle indicazioni del consiglio provinciale ed approvano quattro progetti, che anche se necessari come lo sarebbero tutte le strade di questa provincia, che prevedono altri siti. Quali sono stati i parametri utilizzati per decidere in questo modo? Quale relazione si è utilizzata e di cosa ha tenuto conto visto che esiste una priorità di tutto il consiglio provinciale? Il Dirigente, che ha partecipato alle nostre discussioni non lo sapeva? O non ha potuto dire nulla? Sappiamo per certo che tale “grande arteria” non ha una circolazione di veicoli così sconvolgente oppure una casistica di incidentalità o di mortalità così alta da fare propendere per un urgente ampliamento.

Legittimo anche se scorretto nell’ambito dei rapporti tra giunta e consiglio, ma tanto chi se ne frega; i consiglieri di maggioranza tacciono o non possono dire nulla, l’amministratore fa il padrone e tutti siamo felici e gabbati. Altro che lavoro collegiale; qui si decide tutto sulla scorta di esigenze concordate personalmente e soprattutto su strade dove l’interesse personale (ci passa tutti i giorni l’ASSESSORE e pertanto non ci sono dubbi sulla priorità) diventa l’unico parametro di decisione politica. Bravi, continuate così  in queste sconcezze e mortificazioni per il lavoro di tutti i consiglieri che vogliono solo dare risposte al territorio in cui operano.

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