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BANDIERA BIANCA DEL SINDACO NICOSIA
19 Ott 2010 19:21
Tutti i Sindaci, anche quelli dello MPA, cioè appartenenti al partito del Presidente Lombardo, hanno messo le mani avanti nei confronti di un Piano, che per quanto ormai necessario, doveva comunque essere concertato con gli Enti Locali e le rappresentanze sindacali e di categoria. Anche il Sindaco di Pozzallo, Giuseppe Sulsenti, ha scelto di svolgere il suo ruolo, con l’ equilibrio confacente, a difesa delle prerogative del suo territorio. Così tutti gli altri Sindaci, come Nello Di Pasquale, che si è intestato la battaglia a difesa delle aziende e degli allevatori. Tutti, anche il Sindaco Pd di Modica Dott. Buscema, tranne Nicosia. Tutto va bene per il nostro territorio, per le nostre aziende, per la fascia trasformata, per gli insediamenti della costa? Non ci sono problemi?
A dire il vero il Piano paesistico tratta sommariamente il territorio vittoriese, appagandosi del blocco totale delle attività agrarie e serricole in particolare nella fascia costiera sino a 1500 metri. Quei terreni non valgono più niente. Centinaia di aziende sono state cancellate, immerse in un percorso di procedure forzate che le mortificano e le paralizzano. Ora vi diranno che non è vero. E mentono. E’ vero che i vincoli sono articolati, ma la idea ispiratrice del piano, relativamente alla costa e alla zona trasformata, è che la serra è negatività, criticità, aggressione al territorio, pericolo da eliminare, per ripristinare il deserto e i macconi. E allora tutto gioca attraverso questo principio: 60 anni di storia economica e sociale di Vittoria totalmente rinnegata da una amministrazione che volge le spalle al suo popolo, accetta di rinnegare se stessa, ordisce strane complicità con chi misconosce il valore europeo della serri cultura siciliana, la prima a sorgere in tutto il bacino del mediterraneo.
Si cancella il valore di un popolo per raccattare qualche voto. Si rinuncia persino a creare le condizioni di un dialogo alla pari con la Sovrintendenza, facendo ricorso al Tar sì ma con l’intenzione di riaprire un confronto finalizzato a rimuovere l’odiosa condanna delle serre e a concertare invece misure di difesa e di bonifica del territorio costiero.
A fronte dei vincoli assoluti sulla costa e sulla Riserva dei Pini d’Aleppo, bloccati senza articolazione alcuna dei suoi ambiti e aree diversamente configurate, emergono strane incongruenze nella tutela delle strutture legate alla civiltà del vino, alle aree del Cerasuolo, alla conservazione dei palmenti e dei caseggiati rurali. Lì dove la tutela era auspicata dal PRG del progettista Arch. Giuseppe Susani, c’è il bianco assoluto, la mancanza di proposta. Così come appare sconcertante l’esclusione dalla tutela dell’area del Parco di Serra San Bartolo, dove insistono insediamenti medievali e bizantini accanto ai casali del vino. Troppe cose stonate. Troppe dimenticanze. Come è il caso del Liberty vittoriese che dal Piano Pesistico attende un riconoscimento fondamentale di tutela e di valorizzazione.
Al di là della necessaria iniziativa legale quindi, occorre lavorare perché il Piano Paesistico possa essere riveduto e corretto per coniugare insieme tutela del lavoro e dell’ambiente, uniti in una storia concreta e reale che non può chiudersi nel culto dei vincoli e basta, ma deve riconoscere la storicità del paesaggio agrario come componente fondamentale dell’ambiente esistente. Lasciando alle aziende il diritto a vivere lì dove sono nate. (r.v.)
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