XXV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO – 11 FEBBRAIO 2017

XXV GIORNATA MONDIALE DEL MALATO – 11 FEBBRAIO 2017

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Messaggio del Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute

Carissimi, l’11 Febbraio prossimo è stata celebrata in tutta la Chiesa, e in modo particolare a Lourdes, la XXV Giornata Mondiale del Malato. Papa Francesco, nel suo messaggio dell’8 dicembre scorso, ne ha indicato il tema: Stupore per quanto Dio compie: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”.
Nella Diocesi di Ragusa abbiamo celebrato l’11 Febbraio nei Presidi Ospedalieri e nei Vicariati la Giornata Diocesana del Malato.

A Ragusa l’11 febbraio oltre alle S. Messe nei due Presidi Ospedalieri, alle ore 10.30 i Volontari dell’AVO, hsnno distribuibuito  dei doni/segni di solidarietà agli ammalati nei Reparti. Il pomeriggio alle ore 15.15 ci siamo ritrovati nella Chiesa di San Michele per un momento di Preghiera e di affidamento alla Madonna di Lourdes degli ammalati. E’ Seguito alle ore 15.30 un breve Rosario itinerante dalla Chiesa di San Michele alla Cattedrale. il nostro Vescovo S.E. Mons. Carmelo Cuttitta ha celebrato la S. Messa alle ore 16.00 in Cattedrale. La diretta su Radio Karis hatrasmesso un’ampia partecipazione a tutti coloro che non potranno lasciare le proprie case o gli istituti di cura. A tutti coloro che invece sono in grado di muoversi ho inviato la mia sollecitazione a partecipare alla S. Messa, perché l’incontro fraterno e la liturgia vissuta insieme hanno un particolare valore. Come Maria, con la preghiera trasformiamo le nostre incertezze in sostegno per gli altri; con l’amore arricchiamo il nostro prossimo, specialmente quello più debole; siamo sospinti ad offrire sempre e comunque la nostra vita. Stringendoci tutti, ministri ordinati, malati, operatori sanitari e volontari, attorno a Maria, nostra madre, le chiediamo di sostenere la nostra fede, di aumentare il nostro senso di fraternità e responsabilità verso i fratelli più deboli, di aiutarci a diventare imitatori di Cristo. Oltre all’Unitalsi Sottosezione di Ragusa che ringrazio per la preziosa collaborazione che in particolare ha curato l’accoglienza dei malati e l’animazione liturgica, erano presenti anche oltre ai malati, ai diversamene abili, i componenti della Pastorale della Salute e della Cappellania Ospedaliera, gli operatori sanitari, i componenti delle varie associazioni attive in diocesi, i rappresentanti delle forze dell’ordine e degli enti locali territoriali. Voglio ricordare ulteriormente il senso della Giornata, rimarcando il messaggio proveniente, proprio in occasione della ricorrenza dell’11 febbraio, da Papa Francesco. “La giornata del malato è stata voluta da Giovanni Paolo II che, in prima persona, ha sperimentato la sofferenza. Questa giornata, vissuta in unione con il santuario della Madonna di Lourdes, ci vuole ricordare come la carità deve essere discreta e concreta. Accanto agli ammalati non bisogna mai essere invadenti ma serve una presenza a volte silenziosa. E poi concreta, fatta di piccoli gesti, così come Papa Francesco ci indica nel messaggio che ci ha inviato proprio in questa occasione. Voglio sottolineare, la concretezza della solidarietà e della condivisione. Occhi che vedono, occhi nuovi che sappiano vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli. Ma anche piedi che sappiano camminare perché, un cristiano che sta seduto, è un cristiano che non crede. L’icona della fede è la strada, il cammino. Lo ha detto Gesù: “Io sono la strada”. E, dunque, una fede in cammino è una fede che cresce, una fede che va incontro. Soltanto camminando si incontrano gli altri. Per cui mi meraviglierei di un cristiano che non sa far strada assieme agli altri e, soprattutto, assieme a chi, nella vita, attraversa un momento di debolezza, di sofferenza, di solitudine. Perché credo che il peggior male di oggi sia la solitudine”. Voglio ringraziare tutti coloro che ogni giorno, si spendono per aiutare i malati, i sofferenti, tutti coloro che hanno bisogno di una parola di conforto e di sostegno”.

Dal messaggio di Papa Francesco per la XXV Giornata Mondiale del Malato

Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…» (Lc 1,49)…
L’11 febbraio prossimo sarà celebrata, in tutta la Chiesa e in modo particolare a Lourdes, la XXV Giornata Mondiale del Malato, sul tema: Stupore per quanto Dio compie: «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente…» (Lc 1,49). Istituita dal mio predecessore San Giovanni Paolo II nel 1992, e celebrata per la prima volta proprio a Lourdes l’11 febbraio 1993, tale Giornata costituisce  un’occasione di attenzione speciale alla condizione degli ammalati e, più in generale, dei sofferenti; e al tempo stesso invita chi si prodiga in loro favore, a partire dai familiari, dagli operatori sanitari e dai volontari, a rendere grazie per la vocazione ricevuta dal Signore di accompagnare i fratelli ammalati. Inoltre questa ricorrenza rinnova nella Chiesa il vigore spirituale per svolgere sempre al meglio quella parte fondamentale della sua missione che comprende il servizio agli ultimi, agli infermi, ai sofferenti, agli esclusi e agli emarginati … Ponendomi fin d’ora spiritualmente presso la Grotta di Massabielle, dinanzi all’effige della Vergine Immacolata, nella quale l’Onnipotente ha fatto grandi cose per la redenzione dell’umanità, desidero esprimere la mia vicinanza a tutti voi, fratelli e sorelle che vivete l’esperienza della sofferenza, e alle vostre famiglie; come pure il mio apprezzamento a tutti coloro che, nei diversi ruoli e in tutte le strutture sanitarie sparse nel mondo, operano con competenza, responsabilità e dedizione per il vostro sollievo, la vostra cura e il vostro benessere quotidiano. Desidero incoraggiarvi tutti, malati, sofferenti, medici, infermieri, familiari, volontari, a contemplare in Maria, Salute dei malati, la garante della tenerezza di Dio per ogni essere umano e il modello dell’abbandono alla sua volontà; e a trovare sempre nella fede, nutrita dalla Parola e dai Sacramenti, la forza di amare Dio e i fratelli anche nell’esperienza della malattia. In occasione della Giornata Mondiale del Malato possiamo trovare nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita, della salute e dell’ambiente; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura
dell’ambiente […]

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