VITTORIA: IL VERDE COME OCCASIONE AI RAPPORTI UMANI

 E’ un’ipotesi di progetto quella presentata al convegno il 9 maggio a Vittoria proposto e ideato dalla prof.ssa Carmela Canzonieri già docente di architettura del paesaggio all’Università di Toronto e attualmente docente alla Facoltà di Architettura di Enna assieme alla collaborazione degli studenti dell’Istituto Tecnico per Geometri E. Fermi di Vittoria coadiuvati e seguiti dal loro docente l’arch. Pisano. Organizzazione dell’evento la Fidapa di Vittoria.

Nuovi strumenti di qualità urbana. E’ una proposta, un’idea, per creare nei cittadini la consapevolezza di possibilità diverse, di una città migliore che è possibile, di un piano che con un investimento molto contenuto in termini economici, ma molto studiato in termini progettuali, può portare tre vantaggi enormi alla qualità urbana. I punti che si possono sviluppare:

·         Il piano può far partire nuovi sviluppi economici, nuove riduzioni energetici

·         Il piano ha una valenza sociale (il verde è di tutti e per tutti, il verde é patrimonio comune, chiunque può avere uno spazio dove socializzare)

·         Il piano ha valore ambientale (caldo, qualità dell’aria)

·         il piano si collega alla fattibilità di percorsi ciclabili e pedonali sicuri e piacevoli.

E’ significativo il passaggio dal concetto di dotazione di verde al concetto di piano del verde. La pianificazione del secondo dopoguerra era stata prevalentemente una pianificazione del costruito, degli spazi pieni, da cui i vuoti risultano per differenza.

ll Piano del Verde  è uno strumento progettuale con una specificità spaziale che definisce l’insieme della vegetazione e degli elementi naturali compresi nell’ambito urbano, suburbano e nelle frange città campagna alle varie scale, dai corridoi ecologici ai parchi, i giardini, gli orti, le fasce di rispetto stradali e ferroviarie, le sponde di corsi d’acqua.

Si è sviluppata una visione ecologica della città come ecosistema urbano formato dalla comunità di piante, animali ed essere umani che coabitano negli stessi spazi. La programmazione degli spazi naturali si fonde e si integra con quella degli spazi urbani per cui spazi aperti e verde assumono una nuova centralità nei processi di sviluppo urbanistico e diventano vere e proprie invarianti strutturali del territorio.

I Piani del Verde capovolgono le politiche “urbano-centriche” di pianificazione per le quali lo spazio verde è inteso come area disponibile per la crescita urbana. I Piani del Verde esprimono l’esigenza di un rovesciamento di prospettiva nella pianificazione e nella progettazione della città, dal costruito al suo negativo, dal pieno al vuoto, e la necessità di integrare progetto urbano, salvaguardia ambientale e riqualificazione degli spazi aperti in un processo pianificatorio unitario, in cui l’intero territorio sia riordinato a partire dai requisiti di autoriproduzione dei sistemi ambientali.

Una città futura che produce benefici sia per l’ecosistema che per la collettività.

 

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