Tesori nascosti sotto il mare: al via la mappatura dei fondali siciliani. Focus su Brucoli e il mistero dei Bronzi di Riace

Parte dalla Sicilia sud-orientale una nuova e ambiziosa missione di esplorazione dei fondali marini. La Regione Siciliana ha avviato il “Progetto pilota per la ricerca sistematica in acque profonde”, con l’obiettivo di individuare nuove aree di interesse archeologico e ambientale tra i 50 e i 150 metri di profondità.

Un’iniziativa che unisce scienza, innovazione e tutela del patrimonio, realizzata in sinergia tra la Soprintendenza del Mare e Arpa Sicilia.

Tecnologie avanzate per esplorare il mare

Le operazioni di mappatura prevedono l’impiego di strumenti all’avanguardia come il Side Scan Sonar, il Multi Beam Echo Sounder e i veicoli subacquei telecomandati (ROV), capaci di analizzare i fondali con precisione senza precedenti.

Queste tecnologie permetteranno di verificare segnalazioni accumulate negli anni e di aprire nuove prospettive nella ricerca subacquea, con un approccio integrato tra archeologia e monitoraggio ambientale.

Focus su Brucoli e il mistero dei Bronzi di Riace

Tra le aree di maggiore interesse figura il tratto costiero di Brucoli, da tempo al centro di studi e ipotesi legate alla possibile origine dei celebri Bronzi di Riace.

Le nuove indagini potrebbero contribuire a fare chiarezza su uno dei più affascinanti enigmi dell’archeologia subacquea mediterranea, riaccendendo l’attenzione su un patrimonio ancora in gran parte inesplorato.

Un approccio interdisciplinare per il patrimonio sommerso

Il coordinamento scientifico è affidato all’archeologo Roberto La Rocca, che guiderà le attività insieme ai team tecnici delle due istituzioni coinvolte.

L’obiettivo è costruire una mappatura sistematica dei fondali siciliani, integrando competenze diverse per una lettura più completa del patrimonio sommerso.

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