Aerolinee siciliane non decolla. Ali spezzate e società in liquidazione? Finisce il sogno dei voli a prezzi ridotti

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Il 20 giugno l’assemblea dei soci deciderà il futuro di aerolinee siciliane. La società ad azionariato diffuso, fondata da Luigi Crispino e da un gruppo di soci con l’obiettivo di dotare la Sicilia di una compagnia aerea, potrebbe cessare di esistere.

“Un gruppo di soci ha chiesto di mettere in liquidazione la società. Sono soprattutto i soci della cordata ragusana. Vogliono fermarmi e fermare il sogno dei siciliani di avere una propria compagnia area” spiega Lugi Crispino.

L’imprenditore di Caltagirone, già in passato protagonista di alcune iniziative nel campo dell’Aeronautica (si ricorderà Air Sicilia ed altre successive) guidata il gruppo dei fondatori, ma pare non abbia i numeri per mantenere in vita la società così come vorrebbe. Oggi la società, ad azionariato diffuso, la duecento soci e un capitale sociale già sottoscritto di poco superiore al milione di euro.

Il 31 maggio scorso era stato annunciato il “decollo” ufficiale della società, con i primi voli da Catania e Palermo per Roma e Bergamo Orio al Serio, ma così non è stato.

Aerolinee siciliane, che non è una società certificata, aveva raggiunto un accordo con 4 Airways, una società di diritto maltese che avrebbe messo a disposizione gli aeromobili con base a Forlì. La società maltese è specialista nel “wet lease”, cioè il noleggio dei vettori e del servizio connesso. Tutto dunque sembrava andare per il verso giusto, ma l’improbabile silenzio delle ultime settimane, che avrebbero dovuto precedere l’avvio dei voli, aveva messo in allarme. Sono circolate varie voci, ma finora nessuna notizia ufficiale. Sul mancato avvio dei voli pare abbiano influito anche le vicende internazionali che hanno messo in difficoltà il settore del trasporto aereo per i costi accresciuti, difficoltà che sarebbero decuplicate per una start up con Aerolinee Siciliane. Ma sullo sfondo pare ci siano anche delle divergenze sulle modalità gestionali e sulle scelte strategiche future, oltre che alcuni problemi legati agli slot disponibili negli scali siciliani.

Tra qualche giorno, l’assemblea dei soci dirà quale potrà essere il futuro di Aerolinee siciliane. L’imprenditore calatino ha però il dente avvelenato: “In Sicilia non mi vogliono. È risaputo. E non mi vogliono neppure a Comiso, dove la sindaca in carica mi ha rifiutato la concessione di uno spazio nella zona degli hangar. Avremmo creato un’attività per la manutenzione degli aeromobili, si tratta di lavoro e di ricchezza. Mi hanno parlato di un piano strategico aeroportuale che però non esiste”.

Gli spazi all’interno dell’area ex base Nato, sub una parte della quale sorge l’aeroporto, possono essere concessi solo con regolare avviso pubblico e a titolo oneroso. Crispino, dopo il diniego, presentò ricorso al Tar, ma il Tribunale amministrativo di Catania ha dato ragione al Comune di Comiso.

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