Una campagna elettorale caratterizzata dall’inaugurazione dell’aeroporto di Comiso e dagli annunci dello sblocco dei finanziamenti per i nuovi lotti dell’autostrada Siracusa-Gela e per il raddoppio della Ragusa-Catania. Nessuna notizia sulla ferrovia, che rimane un tabù.
Ma mentre i nostri politici dormono o fingono di dormire, “lassù” qualcuno è ben sveglio e continua il lavoro sporco: avanzano le procedure per la vendita dello scalo merci di Ragusa; entra nel vivo la pianificazione della chiusura delle stazioni di Comiso e Acate, che verranno presto ridotte a pura linea, con la soppressione dei binari per gli incroci e le precedenze.
Il 7 marzo avevamo ottenuto un incontro con l’assessore Bartolotta per pianificare gli interventi sulla tratta Siracusa-Ragusa-Gela: trasporto studenti; blocco immediato della soppressione dei binari per incroci e precedenze, impedire la vendita degli scali merci, attivare le procedure per la metropolitana di superficie a Ragusa, avvio del treno del barocco. Era presente tutta la deputazione, che non si è però interessata per far partire il tavolo tecnico con RFI e Trenitalia, sui cui c’era l’impegno dell’assessore, per fare entrare nel vivo la discussione sulla nostra piattaforma. Più volte abbiamo richiesto ai deputati che si attivassero per fissare il tavolo; ci è stato anche promesso che si sarebbero riunito a Ragusa. Nulla è successo dal 7 marzo ad oggi: i 100 giorni della vergogna.
Il treno del barocco, annunciato come prossimo a partire dal 1° giugno al 30 agosto, si è rivelato un proclama elettorale, ovvero una presa per i fondelli. Lo abbiamo perso anche quest’anno.
Il trasporto studenti su treno per il quale ci siamo tanto spesi nel corso del 2012, avrebbe potuto decollare a settembre dello scorso anno; è finito anche quest’altro anno scolastico, e pare non interessi questa classe politica che, sia essa collocata al governo o all’opposizione, emana la stessa puzza di marcio doppiogiochismo. Siamo stanchi di questi soggetti, dei loro sorrisi e delle loro facce da circostanza; siamo stanchi di leggere le parole “ferrovia” e “metropolitana” nei programmi elettorali di gente che non ha voluto né la ferrovia né la metropolitana, che non si è spesa per questi obiettivi, nonostante gli impegni presi con la CUB, con i ferrovieri e con i cittadini.
Aprire l’aeroporto di Comiso e chiudere la stazione è da folli! Non guardare al di là del proprio naso e non capire che non c’è domani senza una mobilità ecocompatibile e pubblica, è da orbi.
La lotta non si ferma; cambia solo direzione. Il tempo ci darà ragione.
Venerdì 28 giugno, nel primo anniversario dell’inaugurazione della fermata della metropolitana di via Colajanni, verrà inaugurata la fermata della metropolitana di piazza Poste. Questa provocazione non è rivolta ai sordi della politica, ma ai cittadini stanchi di subire la prepotenza di una classe dirigente responsabile del disastro sociale e culturale in cui siamo immersi e da cui vogliamo uscire.
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