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UNANIME CONSENSO ALLA BATTAGLIA CIVICA NEI CONFRONTI DELLE ESATTORIE
09 Set 2011 16:44
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La crisi finanziaria ha colpito in modo pesante l’intera economia del nostro Paese, coinvolgendo migliaia di piccole e medie imprese (agricole, artigiane, commerciali, industriali), che rischiano di essere espulse dal mercato, con tutte le conseguenti implicazioni di tenuta dell’intero sistema economico-sociale nazionale.
Gli effetti della crisi finanziaria sono aggravati da un sistema di riscossione delle imposte e dei crediti degli Enti previdenziali e assistenziali e degli Enti locali, che, in assenza di qualsiasi forma di controllo, sovente rischia di essere vessatorio e persecutorio anche nei confronti di chi ha debiti di modesta entità.
Il sistema produttivo è altresì messo in pericolo da alcune recenti riforme del Governo Nazionale: con il cosiddetto “Decreto sviluppo” (D.L. n. 70/2011, convertito in L. n. 106/2011) è stato introdotto l’avviso di accertamento esecutivo, che resta sospeso solo per 180 giorni; con la cosiddetta “Manovra economica” (D.L. n. 98/2011, convertito in L. n. 111/2011) è stato riformato il sistema della Giustizia tributaria che da “giudice terzo” a garanzia del “giusto processo” si trasforma (attraverso l’espulsione dei liberi professionisti e l’arruolamento di Ispettori del Secit,
Avvocati dello Stato, ecc. – in servizio e a riposo) in uno strumento ad esclusiva tutela della parte pubblica, con evidente violazione dell’art. 111 della Costituzione. Non è nostra intenzione difendere gli evasori di professione, che anzi vanno colpiti con maggiore decisione; dobbiamo invece salvaguardare e rilanciare quella fetta di Imprese sane che in poco tempo sono entrate in un vortice perverso.
La scelta di intraprendere una battaglia civica nei confronti della SERIT è giustificata dal fatto che questa azienda concentra in sé alcune anomalie, tra le quali:
1. l’atteggiamento vessatorio e persecutorio anche nei confronti di chi ha debiti fiscali e/o previdenziali di piccola entità;
2. l’inefficienza delle Pubbliche Amministrazioni (Enti impositori): ad esempio, aver iscritto a ruolo somme già prescritte o in assenza del previsto avviso bonario, per la tardività nella formazione del ruolo, si traduce automaticamente nell’impossibilità per la SERIT di rispettare la legge;
3. il perseguimento di finalità di budget da parte di quanti sono preposti ai controlli ispettivi dà quasi la sensazione che il loro operato sia mosso da criteri non obiettivi.
Caso emblematico quello relativo al comportamento dell’INPS nei confronti di centinaia di aziende agricole vittime di accertamenti con verbali d’ufficio, spesso senza contraddittorio e senza l’esperimento del ricorso amministrativo.
Se a questo si aggiunge che gli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA emessi dall’Agenzia delle Entrate sono immediatamente esecutivi si capisce come la pressione fiscale e contributiva sia diventata oramai insopportabile.
Lo Stato, in buona sostanza, piuttosto che adoperarsi perché tutti paghino le tasse, facendo emergere la grossa fetta di economia sommersa, ha scelto la via più semplice: tassare ed opprimere ancora di più i cittadini onesti, nell’intento pur giustificabile di fare cassa.
Peraltro, nel volgere di pochi anni, lo Stato è diventato sempre più efficiente, severo ed inflessibile quando deve recuperare le sue spettanze, ma continua ad essere il peggiore pagatore nel momento in cui deve liquidare i propri fornitori oppure erogare quanto dovuto.
Riteniamo questo atteggiamento non più tollerabile, soprattutto ora, alla luce di una crisi che sta colpendo prevalentemente le piccole e medie imprese.
Per liberare la nostra economia da questo peso, avanziamo alcune proposte che riguardano sia le norme nazionali che regolano la riscossione, sia quelle regionali perché SERIT è controllata al 60% dalla Regione Sicilia:
per i crediti di piccolo importo (inferiori a € 2.000,00), le azioni cautelari (fermo amministrativo) ed esecutive (pignoramento presso terzi, espropriazione mobiliare) devono essere precedute dall’invio di due solleciti di pagamento non per “posta ordinaria” – come prevede il “Decreto sviluppo” –, ma per posta raccomandata con avviso di ricevimento;
il provvedimento di sospensione giudiziale degli effetti esecutivi dell’accertamento esecutivo deve essere efficace fino alla sentenza di primo grado emessa dalla Commissione tributaria provinciale (con il “Decreto sviluppo” è prevista un’efficacia di soli 120 giorni dalla presentazione dell’istanza di sospensione alla CTP);
eliminare l’accertamento esecutivo;
sospensione immediata degli artt. 13, 14 e 15 del Dlgs. n. 471/1997 che fanno riferimento (in particolare l’art. 13) agli importi delle sanzioni calcolati nella misura del 30% delle somme non versate o versate in ritardo dal cittadino contribuente;
sospensione dei regimi sanzionatori previsti dalle Leggi n. 662/1996 e n. 338/2000 (art. 116, comma 8, lett. a e b) e del calcolo degli interessi di mora (art. 116, comma 9, della Legge n. 338/2000);
sospensione degli artt. 20, 21 e 22 del DPR 602/1973 (in particolare l’art. 20), che disciplinano l’entità e la decorrenza degli interessi e delle sanzioni in caso di tardivo od omesso versamento;
modifica dell’entità degli interessi applicati per ritardata iscrizione a ruolo e per la dilazione dei pagamenti di cui agli artt. 20 e 21 del D.P.R. 602/73 al tasso legale al posto di quelli previsti del 2,75% e 4% annuo;
sospensione di tutte le aste giudiziarie in corso;
revisione della normativa nazionale e regionale che regola gli aggi della SERIT (in particolare, il Dlgs. N. 112/1999);
rimodulazione integrale della procedura di rateizzazione del debito, tenendo in forte considerazione la condizione economica del contribuente;
costituzione in tempi brevi di un organismo regionale che controlli la legittimità del comportamento della SERIT, con la presenza di rappresentanti delle Associazioni Imprenditoriali.
Per ottenere questo è necessario un percorso politico ed amministrativo, anche attraverso una maggiore presa di coscienza delle Organizzazioni e della Società Civile su un tema che sta disgregando l’intero tessuto socio-economico del territorio, caratterizzato in larghissima misura da micro e piccole Imprese.
Abbiamo l’obbligo di denunciare con forza i soprusi di un sistema di riscossione che lede la dignità delle persone, le umilia e le esaspera, che destabilizza le famiglie, che alimenta da un lato disperazione e vergogna e dall’altro il desiderio di lavorare in nero.
Per queste ragioni, chiediamo l’adesione ed il contributo alla nostra piattaforma da parte di quanti la condividono, mentre da parte nostra (ciascuno per le proprie competenze) coinvolgeremo nella problematica i rispettivi livelli nazionali e regionali.
ANCE RAGUSA ,CONFINDUSTRIA RAGUSA,CONFCOMMERCIO RAGUSA,, CONFESERCENTI RAGUSA, CNA RAGUSA,CONFARTIGIANATO RAGUSA, CASARTIGIANI RAGUSA, CLAAI RAGUSA, CONFAGRICOLTURA RAGUSA, CIA RAGUSA, COLDIRETTI RAGUSA. LEGACOOP RAGUSA, CONFCOOPERATIVE RAGUSA ,CAMERA AVVOCATI TRIBUTARISTI RAGUSA , ASSOCIAZIONE COMMERCIALISTI IBLE, ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSULENTI LAVORO RAGUSA, DIOCESI DI RAGUSA, DIOCESI DI NOTO
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