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UNA OPPOSIZIONE VIRTUALE
01 Dic 2013 00:25
L’opposizione al consiglio comunale di Ragusa non è certo un modello di tattica e di strategia politica.
Quello che hanno imposto i leader prima del ballottaggio, regalando, di fatto, la maggioranza in Consiglio al Sindaco vincente, per motivi su cui è opportuno stendere un velo pietoso, la dice lunga sul perché non ci sia una opposizione capace: non avevano da dove imparare.
Alla prima occasione utile, quando per il bilancio, si poteva far valere la forza di un ostruzionismo organizzato, l’opposizione ha mostrato tutti i suoi limiti, ma non solo.
Ha mostrato i suoi grossi limiti di fronte ad una maggioranza inesperiente, alle prime armi, nervosa, che ha tentato, ora con forme plateali, ora cercando di vanificare le più elementari norme della democrazia, la via di uscita ad una seduta durata in tutto appena 18-19 ore. In pratica, se si fossero adottate minime forme di vero ostruzionismo, sarebbero saltati i nervi di molti. Invece, alla fine, si è visto che la maggioranza è rimasta incollata alle poltrone, mentre proprio nella minoranza c’è stata qualche crepa o anche solo delle pause.
Mi astengo dal citare i casi più eclatanti di Milano con sedute interrotte alle 10 del mattino o di Roma con emendamenti a 5 zeri ( si parla di 200.000 emendamenti, solo la Lista Marchini ne ha presentati 100.000, 40.000 il nuovo centro destra, 27.000 Fratelli d’Italia, 6.000 Forza Italia, 21.000 il PDL e 150 i grillini ), qui con 97 emendamenti sembrava fosse successo il finimondo.
Ma cosa dire allora di quanto accaduto a Riposto dove gli otto consiglieri di centro sinistra che occupano gli scranni dell’opposizione nel Consiglio comunale hanno presentato 24.930 emendamenti al bilancio di previsione 2013, regolarmente inoltrati prima che scadessero i termini.
Gli autori della poderosa mole di proposte per la modifica dello strumento finanziario hanno dichiarato che “E’ la risposta all’atteggiamento ostruzionistico della maggioranza volto a limitare i diritti della minoranza alla conoscenza e alla definizione concordata dei tempi per l’approvazione del bilancio».
Anche il Sindaco della città di Riposto, Enzo Caragliano, l’ha presa con filosofia, dicendo: “Voglio sperare che si tratti di un’iniziativa a carattere goliardica che contribuisce, sotto il profilo della risonanza sui media, alla promozione dell’immagine turistica di Riposto. Mi rifiuto di pensare che possa trattarsi di un’iniziativa seria, consapevoli tutti che, l’esame di oltre 24mila emendamenti, interromperebbe, con gravi conseguenze sulla collettività, quel processo di risanamento che stiamo portando avanti e che bloccherebbe quelle possibilità di intervento a sostegno di famiglie, minori e dei servizi erogati».
Considerato come è andata a finire da noi, ai grillini converrebbe mandare ai colleghi almeno un bel panettone, anche se loro stessi, in fondo, penseranno sempre che 97 emendamenti erano veramente pochi.
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