UNA GITA A TAORMINA

 

Concerto di Zucchero a Taormina. Non è il nome che sceglierei, dipendesse solo da me. E tuttavia, il divertimento è assicurato. Si giunge a Taormina, dove una discreta fila al casello d’uscita non preannuncia niente di buono. Dall’unico parcheggio libero partono solo tre mezzi urbani. Una quantità biblica di persone aspetta di inscatolarsi in uno dei bus mezzi a disposizione del comune: assolutamente insufficienti a fare da navetta dal parking a Porta Messina. Il breve tragitto richiama violentemente situazioni logistiche di stampo maghrebino (con tutto il rispetto….). Stiamo andando in una delle capitali del turismo italiano! C’è da chiedersi: è l’amministrazione comunale che non prevede gli eventi o è l’organizzazione del concerto che non ha segnalato la cosa al Comune?

Finalmente si arriva in cima. Un fiume di gente riempie il corso principale in un’atmosfera torrida e molto disagevole.

Una fila interminabile di persone ci porta lentamente dentro il Teatro Greco. Troviamo posto nel settore non numerato dove abbiamo trovato sistemazione per la modica cifra di 40€. Il concerto mantiene ciò che ha promesso: scorre lieve, colorato, a tratti un po’ kitch ma sempre pieno di energia. Zucchero ha da tempo smarrito la memoria del suo talento bluesy, ma sa trascinare: in fondo gli si chiede questo e lo fa con professionalità e quella bonomia tutta emiliana che lo rende simpatico.

Finisce il concerto. Fila interminabile per raggiungere l’esterno. Ci si avvia a piedi (memori della tratta zoologica dell’arrivo) e si raggiunge il parking, dove ci attende la chicca della serata: una fiumana di persone attende in fila di pagare  e portare via il proprio mezzo, alle due uniche casse aperte, una automatica e l’altra con l’addetto. 45 minuti di attesa, in una canicola serale bestiale. Cenni di una rissa. La soglia della tolleranza è bassissima. La rabbia per l’ennesimo scippo del proprio tempo ingolfa i pensieri e il respiro. Portiamo via l’auto dalla rimessa all’una di notte: 2 ore dopo della fine del concerto! Un’altra fila ci attende prima del casello di entrata.

Facciamo un po’ di conto: siamo partiti alle 17,30 da Ragusa e abbiamo fatto ritorno a casa alle 3,30. Sono 10 ore. Sottraendo 4 ore per l’andata e il ritorno, ne rimangono 6. Sottraendo altre due ore di concerto ne rimangono 4. Inspiegabili, Ingiustificabili. Inaccettabili per un paese civile che pretende di stare in Europa!

 

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