“UN PONTE TRA LE CULTURE: DALLA POLIS ALLA CIVITAS”

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Primo appuntamento domani, lunedì 16 giugno, con il workshop internazionale di progettazione “Un ponte tra le culture: dalla polis alla civitas” che proseguirà sino a sabato 21. Domani, a Ragusa, a partire dalle 9,30, nella sala del Fondo antico del vescovado di via Roma, ad aprire i lavori sarà il vescovo della diocesi, mons. Paolo Urso. Seguiranno gli interventi del sindaco Federico Piccitto, del presidente del Consiglio comunale, Giovanni Iacono, della soprintendente Rosalba Panvini, degli assessori comunali all’Urbanistica e centri storici, Giuseppe Dimartino, e alla Cultura, Stefania Campo. La presentazione degli obiettivi del workshop sarà a cura del presidente dell’Ordine degli architetti, Giuseppe Cucuzzella, di Gaetano Manganello, presidente della Fondazione Arch, e di padre Biagio Aprile, direttore della cattedra “Dialogo tra le culture” della diocesi di Ragusa. La prima relazione sarà di Giorgio Flaccavento, storico dell’arte, che parlerà di urbanistica partecipata, raccontando l’esperienza di “Insieme in città”, l’associazione che ormai da tempo si occupa di fare conoscere i luoghi più suggestivi di Ragusa, facendo riappropriare i cittadini delle specificità di tempo, spazio e luce che caratterizzano l’area urbana del capoluogo. Alle 11 ci sarà il sopralluogo nelle aree di progetto. Dalle 14 alle 18, il workshop con lo svolgimento delle attività di laboratorio nelle aule didattiche dell’istituto teologico. Alle 18, nella sala del Fondo antico, Salvina Fiorilla, della Soprintendenza di Ragusa e dell’Ufficio per la cultura della diocesi, parlerà de “La città come patrimonio di cultura e memoria”. Alle 19, gli architetti Marco Scarpinato dell’Università di Tunisi e Lucia Pierro di Autonome forme Palermo, si occuperanno di “Architettura e nuovi paesaggi: il paesaggio come architettura contemporanea”. La giornata sarà chiusa dalla docente Graziella Trovato dell’Escuela politecnica di Madrid che parlerà degli architetti italiani in Spagna, progetti di spazi pubblici. “Abbiamo messo insieme l’Ordine degli architetti, la Fondazione Arch, la Cattedra di dialogo tra le culture, il Comune di Ragusa – dice il presidente della Fondazione Arch, Gaetano Manganello – perché riteniamo assolutamente necessario discutere per attivare una progettualità che riguarda il centro storico superiore di Ragusa. Con questo workshop di progettazione saranno coinvolte anche le più prestigiose università europee per arrivare ad una idea di città che possa superare l’attuale momento di degrado urbanistico. La città di Ragusa superiore ha bisogno di ritornare ad essere città, ritornare a ripopolare i quartieri del centro storico. E’ quello che manca. Un dato su tutti che riguarda proprio il centro storico superiore di Ragusa dice più di mille parole. Dai 20mila abitanti di qualche anno fa si è passati ai 3-4 mila attuali. Ecco perché riteniamo che sia indispensabile pensare assieme che tipo di soluzioni trovare”.

      

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