Tradizione ed economia: la Cavalcata non è solo festa, ma volano per Scicli. L’appello di ConfCommercio

La data è ufficiale. Dal 13 al 15 di marzo la Cavalcata di San Giuseppe porterà a Scicli addetti ai lavori ma anche tanti turisti. Eppure nell’organizzazione non ci sarebbe stato “un confronto strutturato tra l’Amministrazione comunale e le associazioni di categoria, comprese la Pro Loco e le realtà rappresentative del settore produttivo e commerciale della città”. A sostenerlo la Confcommercio che auspica una programmazione condivisa che non ci sarebbe stata. “La festa della Cavalcata di San Giuseppe non è soltanto un evento religioso e culturale: è una leva economica fondamentale per Scicli – sono le parole del presidente sezionale di Confcommercio, Daniele Russino, intervenendo a nome del direttivo – per questo riteniamo incomprensibile che non sia stato avviato un percorso di concertazione con chi rappresenta il commercio e l’artigianato locali. Le imprese non possono essere chiamate in causa solo a posteriori o limitarsi a subire le ricadute organizzative dell’evento. È necessario condividere in anticipo il piano organizzativo, con particolare attenzione a viabilità, accessi, aree di sosta e misure di sicurezza che incidono direttamente sulle attività economiche. Allo stesso modo, occorre programmare iniziative collaterali coordinate, come vetrine a tema, percorsi commerciali, aperture straordinarie e promozioni dedicate ai visitatori, e definire strategie comuni di comunicazione e promozione che valorizzino anche l’offerta commerciale cittadina. Una pianificazione efficace dovrebbe inoltre prevedere un calendario integrato che metta in rete evento religioso, iniziative culturali e attività economiche, oltre alla valutazione di eventuali misure di sostegno qualora alcune disposizioni organizzative dovessero limitare l’operatività delle imprese. Chiediamo all’Amministrazione un cambio di passo: serve dialogo, serve programmazione, serve rispetto per chi ogni giorno contribuisce alla vitalità economica della città”. Da qui la richiesta di un tavolo stabile di confronto per la programmazione dei grandi eventi cittadini a tutela della comunità e delle tradizioni.

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