TRA MUBARAK E I FRATELLI MUSULMANI

Tra accordi che si intrecciano e sfumano, dialoghi tra sordi e ammiccamenti vari il quadro delle alleanze per le elezioni amministrative si sta’ componendo anche se faticosamente e con un susseguirsi di “stop and go”.

Appena due anni fa abbiamo affrontato la stessa situazione, ma sembrano trascorsi venti anni: si è passati da una contrapposizione tra due blocchi a un turbinio di frammentazione. 

Certo prima le elezioni regionali con le premature dimissioni del sindaco e poi le elezioni politiche con l’affermarsi deciso del voto per il M5S che a Ragusa ha avuto un gradimento del 40% hanno non poco influito sul quadro politico cittadino disarticolandolo oltre ogni aspettativa. 

Il cambio di casacca di Nello Dipasquale passato dal centrodestra al centrosinistra (alla regione), ma con nostalgie marcate per il primo amore che gli hanno impedito di duplicare in città l’alleanza regionale ha creato la frattura nel centrodestra che ad oggi si divide su due candidati Cosentini e Barone; come accaduto alla regione la frattura del polo conservatore potrebbe aprire la via alla vittoria del centrosinistra, ma qua sta il paradosso!

Due anni fa avendo scarsissime probabilità di vittoria il centrosinistra ha trovato subito l’unità, adesso di fronte a concrete possibilità di andare al secondo turno il centrosinistra che fa? Si frantuma in almeno 3 schegge autocandidando ciascuno il proprio leader, con la prospettiva di una stucchevole campagna competitiva nel campo della sinistra e, di fatto, spianando la strada per il secondo turno a Cosentini che ad oggi appare il candidato del centrodestra più decisamente sostenuto. 

In pratica i movimenti del centrosinistra stanno trovando più conveniente concentrarsi sulla necessità di superare la soglia del 5% esasperando gli elementi di distinzione piuttosto che quelli di condivisione, mentre nel PD si sta’ utilizzando l’occasione della candidatura del segretario per una conta interna; in sintesi tutti stanno guardando il proprio ombelico preferendo ad una possibile prospettiva di successo il posizionamento al ballottaggio per poter poi eventualmente beneficiare del premio di maggioranza. 

E il M5S? Ovviamente le amministrative sono una competizione molto meno “ideologica” delle politiche e molto influenzata dal rapporto diretto con i candidati; ma se è vero che il 40% dei voti alle politiche era fortemente intriso di una forma di protesta verso l’autoreferenzialità e l’incomprensibilità della politica, volete che questo trasformismo nel campo del centrodestra e questa litigiosità del centrosinistra non confermino chi ha già votato M5S (nonostante le vicende nazionali abbiano notevolmente disilluso molti) nelle intenzioni di voto? Come dice un mio caro amico attivista del M5S:”La campagna elettorale ce la stanno facendo loro”. 

Alla luce di queste semplici considerazioni quale prospettiva e quali sviluppi sono pensabili per i cittadini? 

Lo scenario più probabile è quello che vede al secondo turno il candidato del M5S e Cosentini (o in alternativa Barone), praticamente noi Ragusani (ovviamente paradossalizzando e facendo i debiti adattamenti) ci troveremo nella stessa situazione degli Egiziani, saremo costretti tra l’alternativa di un “ancien regime” che ha sulla coscienza il dissesto del bilancio, del territorio, del patrimonio sociale e culturale, delle risorse idriche (anni di consapevole inattività), e un gruppo pseudo-rivoluzionario, armato delle migliori intenzioni ma, di fatto, caratterizzato da improvvisazione istituzionale, settarismo ideologico e autocertificazione di superiorità etica. 

Tra questi due estremi un’alternativa è possibile?

Si, e sarebbe stato il ruolo naturale cui il centrosinistra sta invece abdicato con incredibile disinvoltura! 

Ai cittadini non interessa di chi è la colpa, chi ha iniziato e chi eventualmente ha sbagliato, né il calcolo del “concorso di colpa” all’interno del centrosinistra (la quantificazione delle colpe serve per gli indennizzi, ma tanto nessuno li risarcirà per altri 5 anni di disamministrazione) … so che è già tardi, ma prima che il danno diventi irreparabile prego gli attori del centrosinistra di salvare i Ragusani da questo assurdo e irresolvibile dilemma.

                                                                         

 

 

  

 

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