“Super influenza” in Europa: Francia, Gran Bretagna e Spagna in allerta per il ceppo H3N2-K

Francia, Gran Bretagna e Spagna alzano il livello di attenzione sanitaria per la diffusione di una pericolosa ondata di influenza stagionale particolarmente aggressiva, ribattezzata dagli esperti “super influenza”. Si tratta del virus H3N2, uno dei principali ceppi influenzali, che quest’anno si presenta con un sottotipo mutato, noto come “K”, capace di diffondersi più rapidamente e di provocare forme cliniche più severe.

Secondo quanto segnalato dallo Sportello dei Diritti, la stagione influenzale in corso si preannuncia tra le più problematiche degli ultimi anni. Il sottoclade K dell’H3N2 sta circolando contemporaneamente negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, mettendo sotto forte pressione i sistemi sanitari e gli ospedali.

Un ceppo mutato e più insidioso

Il virus H3N2 è noto per la sua capacità di causare malattie più gravi, soprattutto nelle fasce di popolazione più fragili, come anziani, bambini piccoli e persone con patologie pregresse. Quest’anno, però, il sottotipo K presenta diverse mutazioni genetiche che lo rendono parzialmente diverso dal ceppo incluso nel vaccino stagionale.

Questo “spostamento genetico” potrebbe ridurre l’efficacia della protezione immunitaria derivante sia dalla vaccinazione sia da precedenti esposizioni al virus, lasciando una percentuale più ampia di popolazione vulnerabile.

I sintomi della “super influenza”

L’infezione da H3N2-K si manifesta in genere in modo improvviso e intenso. I sintomi più comuni includono:

  • febbre alta,
  • forte affaticamento,
  • tosse e naso che cola,
  • dolori muscolari,
  • mal di testa.

In alcuni casi possono comparire anche vomito e diarrea. Nella maggior parte delle persone, la malattia si risolve in 5-7 giorni con riposo, idratazione e farmaci antipiretici. Tuttavia, febbre persistente, disidratazione o difficoltà respiratorie richiedono un intervento medico tempestivo.

La situazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito

Negli Stati Uniti il sottotipo K è stato identificato in oltre la metà degli Stati. I dati dei Centers for Disease Control and Prevention indicano un aumento del 7% dell’attività influenzale nell’ultima settimana. Dall’inizio della stagione si contano 19.000 ricoveri ospedalieri e 730 decessi attribuiti all’influenza.

Nel Regno Unito la situazione è particolarmente critica: i ricoveri per influenza sono aumentati del 50% rispetto allo scorso anno e risultano dieci volte superiori ai livelli del 2023. Il Servizio Sanitario Nazionale ha confermato che il sottotipo K è diventato il ceppo dominante, tanto che alcune strutture, come gli University Hospitals di Birmingham, hanno dichiarato lo stato di crisi. Tra i fattori aggravanti viene indicata anche la riduzione della copertura vaccinale.

Europa e Asia sotto pressione

L’allerta non riguarda solo il mondo anglosassone. In Francia, le autorità sanitarie registrano un aumento dei casi in tutte le fasce d’età, con una progressiva pressione sugli ospedali. In Spagna, e in particolare a Maiorca, si segnala un’impennata nella richiesta di mascherine e farmaci antinfluenzali.

Il sottoclade K è diventato dominante anche in Giappone, mentre in Canada si osservano dinamiche simili a quelle statunitensi. La diffusione simultanea della stessa variante in aree geografiche così distanti alimenta la preoccupazione per l’evoluzione dell’epidemia nelle prossime settimane.

Perché questa influenza è più diffusa

Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, la diffusione esplosiva dell’H3N2-K è legata a più fattori: la maggiore aggressività del ceppo, l’inizio anticipato della stagione influenzale e una minore immunità collettiva, soprattutto tra i bambini, che negli anni precedenti hanno avuto meno contatti con il virus a causa delle misure di protezione adottate durante la pandemia.

Un mix di elementi che rende l’attuale ondata influenzale particolarmente insidiosa e che impone attenzione e monitoraggio costante da parte delle autorità sanitarie.

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