SUI SERVIZI TAXI BISOGNA ANDARE CON PRUDENZA

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Vedo che c’è molta confusione fra i protagonisti di questa vicenda della cosiddetta liberalizzazione dei taxi. Anche l’opinione pubblica (specie quella parte che non ha seguito bene il problema) è smarrita perchè non ha analizzato ben bene il problema che in verità si presta a qualche equivoco. Se mi posso permettere vorrei chiarire, se ci riesco, alcuni aspetti della vicenda. Facciamo degli esempi: A Roma ci sono poniamo, mille taxi la cui licenza (in regime attuale di numero chiuso) vale 100 mila euro (la cifra è quasi esatta).

Il tassista che ha acquistato la licenza e che paga mensilmente una certa cifra per estinguere il debito appena sa che altri mille taxi possono antrare in servizio da domattina senza l’acquisto della licenza e quindi a costo zero fa un casotto del diavolo perchè è nei guai in quanto deve ancora pagare la licenza o chi l’ha già pagata si è dissanguato enormemente. Ed allora? Allora bisogna fare così: Predisporre degli incentivi per azzerare anche chi ha finito di pagarlal a licenza; inserire delle piante organiche altre licenze che non solo allarghino il numero dei taxi nella città ma servano anche a fare il servizio come si deve; raggiungere il giusto rapporto abitanti, visitatori, turisti  utenti per richieste per aeroporti, porti, stazione ferroviarie e numero complessivo di taxi in modo da equilibrare la domanda con l’offerta.

Avremo così un numero di taxi giusto e tariffe giuste Spero che sia stato chiaro!. Infine volevo aggiungere che andando spesso ad Istanbul e dovendo  prendere un taxi ancorchè i servizi pubblici di trasporto nella metropoli turca funzionino alla perfezione, dall’albergo dove alloggio, al consolato d’Italia (oltre 8 chilometri in traffico abbastanza sostenuto) pago al massimo 3 euro e mezzo quando il tassista non si diverte a farmi fare un bel giro per chiedermi qualcosa in più dei due ero e cinquanta centesimi che costa la corsa: Viva la Turchia !!!

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