RAGUSA – Non c’è pace per le strutture sanitarie della provincia di Ragusa. L’ultimo episodio di infiltrazioni d’acqua all’ospedale Giovanni Paolo II ha riacceso i riflettori su una gestione della manutenzione che il sindacato Nursind definisce ormai insostenibile. La chiusura temporanea delle sale operatorie del blocco parto e dei corridoi ambulatoriali di ginecologia, ortopedia e […]
STILE ARANCIA MECCANICA LA RAPINA CONSUMATA A POZZALLO. IL COLPO TRA CONTANTI E GIOIELLI HA FRUTTATO OLTRE 90 MILA EURO
15 Mar 2012 17:35
La situazione che si è venuta a creare a Pozzallo, dal punto di vista dell’ordine pubblico, è grave. I cittadini sono fortemente preoccupati. Furti, incendi, minacce, intimidazioni, atti vandalici. Ed ora anche la prima rapina in villa. Stile “arancia meccanica”. Picchiato a sangue un giovane trentanovenne. Figlio di un’anziana coppia. In casa, al momento del fattaccio, c’erano madre, sorella di un noto attore pozzallese, e figlio. Il padre, esperto capitano marittimo ancora in attività, era fuori sede per motivi di lavoro. Quattro in tutto i rapinatori all’opera. Dopo aver scavalcato la rete di recinzione, hanno staccato il contatore dell’abitazione. Piazzato esternamente. La villetta rimane alle spalle del porto. Al confine tra un grande piazzale e la parte iniziale della zona denominata “Telegrafo”, che costeggia la costa verso “Maganuco”. A pochi metri, in linea d’area, da altre due costruzioni. “Vado a vedere cosa è successo, dice il giovane alla madre”. Lascia il portone socchiuso e va a controllare. Un minuto dopo viene aggredito brutalmente. In quattro, volto coperto, lo pestano a sangue, costringendolo a rientrare in casa in loro compagnia. Alla perentoria richiesta di aprire la cassaforte, la madre del giovane, terrorizzata, non ha perso un solo attimo. I rapinatori, siculi, visto che parlavano in dialetto, hanno quindi fatto man bassa di contanti e gioielli. Per un valore di oltre 90 mila euro. Un grosso bottino. Frutto del caso? Sarebbe da ingenui non pensare ad un basista. A qualcuno che sapeva. Tramite amici degli amici. Una mezza frase, una battuta, una indiscrezione, bastano e avanzano per una mente criminale. Timido e introverso il giovane picchiato. I malviventi conoscevano anche questo particolare? E’ possibile. Magari il basista avrà pensato ad “un lavoro” facile. E meno male che non c’è stato alcun imprevisto. Che, in questi casi, spesso, purtroppo, risulta fatale. Il giovane ferito è stato ricoverato in autoambulanza all’ospedale di Modica. Questa volta è come se tutti i cittadini di Pozzallo avessero assistito in diretta al gravissimo atto delinquenziale. Mai registrato prima d’ora. Non è compito nostro parlare di carenza di organico delle forze dell’ordine o fare altre considerazioni che si appartengono ad altri. Ma in città sgomento e preoccupazione si toccano con mano. L’alibi della mancanza di impianto di telesorveglianza non regge. Il controllo del territorio non può essere affidato solo alla tecnologia. Che il più delle volte serve per assicurare alla giustizia gli autori di un reato. Non certo a prevenire. La gente è stanca di leggere comunicati e interventi. Le parole non tranquillizzano più nessuno. Lo stesso grido di allarme prontamente lanciato dal presidente della locale sezione dell’Ascom, Paolo Sotgiù, pur apprezzabile, è stato ritenuto formale. “Rapine in abitazioni private, furti, aggressioni, atti vandalici – afferma il massimo esponente dei commercianti – hanno creato a Pozzallo un clima di tensione e forte preoccupazione. Ecco perché rivolgiamo all’amministrazione comunale l’invito a prendere provvedimenti in merito al progetto di vigilanza del territorio tramite l’installazione di videocamere”. “Un appello non nuovo – dice un vecchio e lucido pensionato – che condivido solo in parte. Perché sono convinto, e con me tanti altri cittadini, che per il controllo del territorio occorra soprattutto la presenza attiva e costante di uomini. Oltre che di mezzi e strumenti, naturalmente”.
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