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SPM MODICA: LA CGIL RISPONDE ALL’ASSESSORE LOREFICE
28 Mag 2015 07:51
“È di per sé indice di cortesia istituzionale, merce rara nel mondo della politica, che l’Assessore Lorefice abbia risposto alla nostra lettera sulle partecipate. Ne prendiamo atto e ne facciamo motivo di riconoscenza. Tuttavia, è sul contenuto della sua risposta che non ci troviamo d’accordo. Per semplice ragione che Egli, componente importante dell’attuale Giunta, deve spiegare, e non a noi, con parole chiare e con elementi e dati obiettivi, il contenuto, le finalità e le prospettive della delibera n. 69 del 31.03.2015”.
Ad affermarlo il Segretario Salvatore Terranova della CGIL il quale continua spiegando che questa delibera “è bene ricordarlo, è stata adottata dalla G.M. e non dalla CGIL o da altri sindacati. Una delibera di Giunta, della quale l’Assessore ha l’onere di spiegarne dettagliatamente ai destinatari le finalità e gli effetti possibili che da essa potrebbero derivare. Perché sino a prova contraria vale ciò che è scritto e approvato con atti amministrativi e non le parole dette, per quanto importanti esse possano essere”.
“Noi” – continua Terranova – “abbiamo interpretato quella delibera nel modo in cui la interpretano in molti, ossia come una programmazione tesa alla graduale cessione a terzi dei servizi della Spm e della Modica Multiservizi, con il contestuale trasferimento ai privati anche dei dipendenti. Se così non è, come asserisce l’Assessore, non capiamo il senso della delibera. Ovvero, se vi è identificazione tra l’Amministrazione e le nostre posizioni in ordine alla non esternalizzazione dei servizi delle due società, qual è e dove risiede allora il senso della delibera in questione, adottata il 31 marzo scorso? E ancora, se non è volontà dell’Amministrazione, come sostiene ancora l’Assessore, di trasferire i servizi ai privati, qual è la difficoltà politico-amministrativa della G.M nel modificarne il contenuto, depurandolo delle parti in cui fa riferimento alle esternalizzazioni, precisando, invece, meglio, tutte le misure attuabili per ridurre i costi delle società? Noi ci siamo fatti semplici portatori di un percorso (quello dei prepensionamenti) già nel 2014 (accordo del 27.03.2014) e non è dipeso da noi se non alla data odierna nulla è stato realizzato”.
“Quella dei pre-pensionamenti è una misura che poteva e può costituire un argomento importante e di grande rilievo per rispettare le disposizioni, imposte dalla normativa nazionale vigente, di razionalizzazione e di contenimento dei costi delle partecipate. Non ci pare che siamo stati noi ad ostacolare la realizzazione dell’accordo. Per niente! Né siamo noi che abbiamo l’intento di terrorizzare i lavoratori, anche perché sono loro che manifestano la loro preoccupazione, instillata in loro dai contenuti di detta delibera. E poi, ci teniamo a chiarire che la cgil non ha mai chiesto le dimissioni dell’Amministratore Unico”.
“La cgil ha detto ben altro” – conclude il Segretario Terranova – “con una valutazione più articolata, in un quadro di graduale riduzione dei costi delle partecipate, prima ancora di operare qualsiasi intervento che riguardi il personale, è necessario verificare se vi sono le condizioni di comprimere le spese attraverso tutta una serie di misure contenitive, una delle quali potrebbe essere quella di attribuire l’incarico ad un funzionario del Comune, azzerandone il costo”.
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