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SPERIMENTATO CON SUCCESSO IL PRIMO VACCINO CONTRO LA MALARIA
14 Ago 2013 15:41
“Assieme alla tubercolosi e all’Aids, la malaria è oggi una delle principali emergenze sanitarie del pianeta. La “Mal aria”, così definita in seguito alla credenza che venisse contratta dai miasmi malsani emanati dalle acque stagnanti delle paludi, è una grave malattia causata da protozoi parassiti (appartenenti al genere Plasmodim) trasmessi all’uomo dalle zanzare del genere Anopheles” le quali rappresentano sia l’ospite ove si svolge parte del ciclo biologico dei parassiti sia i vettori tramite cui viene veicolato il contagio. “La malaria si contrae in seguito alla puntura della femmina di una delle circa 60 specie diverse di zanzare appartenenti al solo genere Anopheles, dopo che questa si è a sua volta infettata suggendo il sangue da un soggetto malarico” (in cui si svolge l’altra parte del ciclo biologico del Plasmodium). “La malaria da Plasmodium falciparum arriva a essere letale distruggendo i globuli rossi e quindi causando una forte anemia ma soprattutto ostruendo i capillari che irrorano il cervello (in questo caso si tratta di malaria cerebrale) o altri organi vitali. Oggi la malaria è endemica in vaste zone dell’Asia, Africa, America latina e centrale, isole caraibiche e Oceania, minacciando nel complesso oltre il 40% della popolazione mondiale con circa 500 milioni di malati ogni anno” (Istituto Superiore di Sanità).
I dati forniti dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità sono sconcertanti: dall’ultimo rapporto pubblicato, il ” World Malaria Report 2012 ” (WHO, World Health Organization) i dati epidemiologici mostrano che ogni anno per la malaria muoiono circa 1 milione di persone.
Ma oggi una importantissima notizia arriva dagli Stati Uniti dove è stato sperimantato un vaccino contro la malaria che ha dato risultati sorprendenti dimostrandosi sicuro ed efficace nel proteggere dall’infezione. I volontari a cui è stato somministrato ad alte dosi, hanno acquisito l’immunità dalla malattia. Il vaccino è composto dai patogeni responsabili della malaria che sono stati opportunamente “inattivati” tramite irradiazione. Dall’interazione con essi il sistema immunitario umano è riuscito ad organizzare efficacemente le proprie difese.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori statunitensi del Vaccine Research Center del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, nel Maryland e pubblicato su Science
(Protection Against Malaria by Intravenous Immunization with a Nonreplicating Sporozoite Vaccine).
“Il prossimo passo sarà cercare di capire quanto a lungo nel tempo duri la protezione. Il fatto che debba essere iniettato direttamente in vena piuttosto che sottocute come la maggior parte dei vaccini potrebbe rendere difficoltosa la somministrazione. La cosa positiva di questo approccio, rispetto ai vaccini oggi più comunemente in uso che utilizzano solo alcune parti del microorganismo, è che induce una risposta ampia contro diversi target del parassita” spiega l’autore principale dello studio Robert Seder.
“L’impatto globale della malaria è enorme e inaccettabile – spiega Anthony S.Fauci, direttore del Niaid – Scienziati e operatori sanitari hanno fatto passi avanti significativi nel caratterizzare, trattare e prevenire la malattia, ma arrivare a un vaccino rimane lo scopo principale. Siamo incoraggiati da questo importante passo avanti”.
I ricercatori e la stessa WHO invitano tuttavia alla prudenza in quanto ancora si sconosce quanto dura l’effetto-scudo e se il vaccino è efficace contro tutte le varianti di Plasmodium falciparum.
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