“La Sicilia è un luogo dove puoi far perdere le tue tracce. Come Matteo Messina Denaro”.


L’ironia di Ficarra alle Soste di Ulisse.

“La Sicilia non è più solo il posto dove vai a fare il bagno, ma puoi anche andare a sciare in montagna, fare una passeggiata nella storia o, non meno importante, è un luogo dove finalmente puoi staccare con tutto e far perdere le tue tracce. Un po’ come ci ha insegnato Matteo Messina Denaro. Magari non tutti vogliono farlo per 30 anni, però sai che potresti” Questa la battuta di Salvo Ficarra alla conferenza stampa che si è tenuta Palermo in cui le Soste di Ulisse hanno presentato il progetto “Sdu 3.0”, evoluzione dell’associazione attraverso un nuovissimo piano di marketing territoriale concepito per la promozione del “Continente Sicilia”. Ficarra, testimonial dell’associazione, tornando serio subito dopo la sua battuta, ha evidenziato come la nostra regione ha tante difficoltà, a cominciare dalle infrastrutture, i collegamenti interni, i pochi voli che la servono. Per andare alle Eolie ci metti lo stesso tempo che impieghi per andare a Cuba o a New York. Eppure il turista ci sceglie tra tante altre mete più semplici e noi dobbiamo fare in modo che se ne vada ancora più certo della scelta fatta”.

Erano presenti il presidente Pino Cuttaia con i vice presidenti Tony Lo Coco e Luciano Pennisi, A, Antonio La Spina, titolare del Minareto Seaside Luxury Resort di Siracusa e come detto con la incursione di Salvo Ficarra, uno degli ambasciatori delle Soste di Ulisse nel mondo. Insieme a loro, tanti altri associati, oltre al presidente onorario Nino Graziano. Parola d’ordine, dunque, evoluzione. “L’obiettivo – spiega Cuttaia – è sempre quello di far vivere a chi arriva in Sicilia un’esperienza a 360 gradi, paesaggistica, culturale, artistica, monumentale e, ovviamente, enogastronomica. Per fare ciò, l’associazione ha idealmente diviso la regione nei tre valli in cui era storicamente diviso il territorio sin dal periodo arabo-normanno fino all’epoca borbonica e, grazie alla nostra realtà che conta 47 associati, tra ristoranti, pasticcerie, hotel di charme, cantine ed istituzioni culturali private creare degli itinerari, delle esperienze per chi arriva sull’Isola. Una rete di imprenditori singoli privati che, con questo indotto e questi numeri, è unica in Italia ed è quindi normale che, proprio per le sue caratteristiche, abbia dovuto rallentare le sue attività durante il periodo del Covid. Oggi il progetto Sdu 3.0 tiene conto che molto è cambiato in questi anni, a cominciare dalla clientela che è più colta, informata ed è soprattutto più giovane.

L’associazione comincia a ragionare come un’azienda. Gli obiettivi sono la sensibilizzazione e la consapevolezza del patrimonio siciliano. Gli associati si impegnano a diventare custodi di questi valori, con un occhio al futuro e alle contaminazioni esterne. Una Sicilia che è al contempo porto e porta del Mediterraneo e per questo l’associazione vuole essere capofila di questo concetto attraverso due azioni fondamentali: una di formazione rivolta a tutte le componenti dell’associazione, e una di informazione verso l’esterno, attraverso appuntamenti in Sicilia, ma anche partecipazione a fiere di settore e seminari informativi nazionali e internazionali.

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