Sicilia, le cooperative sociali al limite: “Senza pagamenti, chiusura inevitabile”

Continua l’emergenza nei confronti delle cooperative sociali che in Sicilia gestiscono le comunità alloggio per minori e disabili psichici. I ritardi sistematici nei pagamenti da parte di numerosi Comuni stanno portando molte realtà sull’orlo del collasso. Il settore, già segnato da anni di difficoltà croniche, oggi lancia un grido d’allarme: “Non accetteremo più ritardi ingiustificati. Siamo pronti ad avviare azioni di responsabilità”.

Le cooperative parlano chiaro: la situazione è diventata insostenibile. I crediti accumulati bloccano la gestione ordinaria, impediscono investimenti e creano tensioni occupazionali. I lavoratori, spesso soci delle stesse cooperative, continuano a garantire con professionalità e dedizione un servizio pubblico essenziale, ma senza certezze sui pagamenti né sugli stipendi. “Non possiamo più giustificare questa crisi con vaghe difficoltà amministrative – si legge nella nota –. L’unico motivo accettabile per un mancato pagamento è l’assenza comprovata di trasferimenti dalla Regione o la totale mancanza di liquidità. In tutti gli altri casi, si tratta di inadempienza politica e gestionale”.

Le cooperative ricordano che la gestione delle comunità è un servizio pubblico obbligatorio, che per legge viene svolto in modo sussidiario da realtà del terzo settore. Spesso, queste anticipano risorse, pagano il personale, sostengono i costi di gestione, ma le fatture non vengono riconosciute dalle banche come crediti certi, a causa dell’inaffidabilità cronica dei pagamenti comunali.

Una spirale che rischia di generare effetti devastanti: chiusure di servizi, licenziamenti e abbandono delle persone più fragili.

Il fronte cooperativo è compatto e pronto al confronto con le istituzioni. L’appello finale è carico di dignità e rabbia civile: “Chiediamo rispetto, dignità e certezza nei pagamenti. Le cooperative non sono fornitori qualsiasi, ma garanti di diritti sanciti dalla Costituzione”.

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