SEMPRE ANNUNCIATO, MAI ATTUATO

 

 

Nell’ambito delle nuove tecnologie e delle più evolute forme di comunicazione, la nuova amministrazione, in particolare ci ha indotto a familiarizzare con il sito web del Comune di Ragusa.

Questo perché la comunicazione è incanalata su binari a cui ci dobbiamo ancora abituare, a una parte con comunicati stampa immediati e, sotto certo aspetti, scontati, dall’altra con provvedimenti, deliberazioni e determine che si devono andare a scovare nelle apposite sezioni del sito. In ogni caso nulla da eccepire sulla efficacia e sulla trasparenza della comunicazione.

Per inciso, al riguardo, ci si aspetta, da chi è pratico del web, un restauro del sito che, pur risultando funzionale ed esaustivo, ha una veste editoriale e una immagine ormai datate. Nell’occasione, viene anche da suggerire, sul modello applicato da altri Comuni più grandi, una iniziale separazione fra i due indirizzi del sito, quello istituzionale, che ci parla dell’attività della macchina amministrativa, e quello turistico-culturale rivolto a promozionare il patrimonio artistico-architettonico, archeologico, naturalistico-ambientale e delle tradizioni popolari e religiose, dedicato ai turisti a cui poco importa delle delibere e dei comunicati stampa dell’amministrazione.

Come si diceva, ci ritroviamo adusi a consultare il sito del Comune e facendo ciò ci si imbatte, per esempio, nella sezione dedicata agli atti promulgati dall’Ente dove è possibile consultare Statuto, regolamenti, delibere, bandi, appalti, etc..,  al “Piano di compatibilità impianti pubblicitari grande formato” che, come recita il testo introduttivo, sulla base delle norme tecniche di attuazione del Piano generale degli impianti pubblicitari, ha la funzione di regolamentare l’installazione degli impianti 6×3 sul territorio comunale verificando la compatibilità degli stessi in base ai criteri stabiliti dal piano generale.

Si tratta dell’annosa questione della proliferazione incontrollata di impianti poster che, da anni, dilagano sulle posizioni più impensabili, su suolo pubblico e su suolo privato, alcuni con autorizzazione, altri senza uno straccio di qualsivoglia documentazione, del tutto irregolari e abusivi.

Verrebbe subito da pensare a imprenditori del settore spregiudicati e operanti in barba alle norme di legge, ma le cose non stanno esattamente così.

La responsabilità è da addebitare all’istituzione Comune, nel suo insieme, e non solo in riferimento a quella attuale o degli anni immediatamente precedenti. Si tratta di ataviche disfunzioni che mai nessuna amministrazione del passato ha voluto mai affrontare, con l’aggravante che gli uffici del Comune hanno, comunque, sempre provveduto a incamerare la tassa di pubblicità anche su impianti privi di autorizzazione.

Se prima le disfunzioni erano limitate al settore affissioni e alle insegne pubblicitarie, dove si è sempre navigato in un mare di incontrollata illegalità, con l’ingresso in scena degli impianti 6×3 la situazione è esplosa.

Finora nessuno è riuscito a mettere mano al problema, c’è stato solo qualche Sindaco che ha messo su delle sceneggiate con annunci di riordino del settore, minacce di rimozioni coattive, qualche limitata rimozione con tanto di riprese televisive al seguito, forse qualche timido inizio di azione legale, poi niente più.

Puntualmente ogni nuova amministrazione ha predicato bene, promettendo un riordino del settore, fino all’attuale che, nel corso di una delle primissime conferenze stampa, su specifica domanda di un giornalista, ha confermato l’intenzione di procedere ad una azione risanatrice, ormai indifferibile.

In un periodo in cui l’attività è frenata dalle esigenze di un bilancio non ancora definito e approvato, potrebbe risultare agevole procedere ad una azione di restituzione della legalità in un settore diventato il far-west della città, ma a distanza di oltre due mesi dall’insediamento, nessun intervento.

A conferma della convinzione che le colpe non sono solo degli imprenditori spregiudicati ma dell’immobilismo delle autorità comunali che si sono succedute nel tempo, basta la lettura  di questo “Piano di compatibilità impianti pubblicitari grande formato”, in cui ci si imbatte in un documento finale, composto da varie tabelle in cui sono raccolte tutte le tipologie di impianti censiti.

Abbiamo così il piacere di trovare elenchi Impianti censiti compatibili e non compatibili, proseguendo nella lettura troviamo Impianti Autorizzati Compatibili su suolo Privato e Impianti Autorizzati Compatibili su suolo Pubblico e fino a qua sembra si parli di impianti in regola, ma si trova anche una serie di elenchi che, già solo dalla dicitura, lasciano interdetti: troviamo impianti Autorizzati Non Compatibili su suolo Privato e impianti Autorizzati Non Compatibili su suolo Pubblico, tre liste di impianti, altrettanto eclatanti, di Impianti Non Autorizzati Compatibili su suolo Privato, impianti non Autorizzati non Compatibili su suolo Privato, impianti Non Autorizzati Non Compatibili su suolo Pubblico, oltre ad un elenco di  impianti Autorizzati non montati.

Dalla lettura dei soli titoli degli elenchi si resta smarriti, perché veniamo a sapere che ci sono impianti autorizzati ma non compatibili, sia su suolo privato che pubblico, e una marea di impianti non autorizzati, di vario tipo, alcuni elenchi portano date del 2009, mai nessun intervento di rimozione.

Oltre alle normative disattese sulla sicurezza della circolazione stradale, ci sarebbero da verificare le condizioni di stabilità degli impianti, molti dei quali vengono giù al primo soffio di vento, e la cattiva abitudine, ormai consolidata, degli attacchini che provvedono all’affissione dei poster, di abbandonare sotto gli impianti tutta la carta dei vecchi manifesti, senza parlare dei residui di colla che invadono i marciapiedi su cui insistono alcuni impianti.

Se si deve continuare a non intervenire, almeno togliete il piano dal sito.

 

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