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Scuola S. Marta. Richiesto rinvio a giudizio per ex amministratori
27 Lug 2017 21:32
Dovranno comparire il 7 febbraio prossimo davanti al Giudice delle udienze preliminari di Ragusa, Antonello Buscema, ex Sindaco di Modica, Giuseppe Sammito, ex assessore ai lavori pubblici, e Tato cavallino in qualità di ex assessore alla Pubblica Istruzione. Con loro dovrà comparire anche l’ex dirigente dell’ufficio tecnico, Puccio Patti.
E’ quanto recita il decreto di fissazione dell’udienza preliminare emesso dal Tribunale di Ragusa.
Tutti e cinque dovranno dimostrare l’infondatezza dell’accusa del pubblico ministero che imputa loro il reato di omissione d’atti d’ufficio con le aggravanti del concorso e della reiterazione del reato.
Il giudice stabilirà se rinviare o meno a giudizio i cinque indagati.
I fatti oggetto dell’imputazione si riferiscono al periodo temporale che va dal 2009 al 2013 in merito alla manutenzione della scuola “S. Marta” a Modica. Una denuncia anonima metteva in evidenza la precarietà strutturale dell’edificio ospitante a scuola.
L’edificio di Santa Marta, in Via Vittorio Veneto, all’epoca dei fatti ospitava al piano terra la scuola media inferiore mentre al primo piano le classi di scuola elementare.
A seguito della denuncia anonima in procura scattarono subito le indagini che videro coinvolti, anche loro in qualità di ex amministratori, Giorgio Cerruto e Calabrese rispettivamente ex assessore ai lavori pubblici uno, e alla pubblica istruzione l’altro.
Il decreto di fissazione dell’udienza interessa adesso solo tre dei cinque ex amministratori coinvolti.
Sempre a seguito della denuncia anonima i primo piano dell’edificio venne posto sotto sequestro dalla Polizia provinciale nell’agosto del 2013 e fu dissequestrata dopo poco meno di un anno nell’aprile del 2014.
Io non sono un tecnico. Dalle informazioni che avevo avuto dai nostri funzionari, la struttura presentava problemi di ordinaria manutenzione cui tentavamo di far fronte come meglio potevamo, ma non mi era stato mai detto delle carenze strutturali che sono state rilevate e che hanno portato al sequestro disposto dalla procura che ritengo inopportuno”.
Furono queste le dichiarazioni che Antonello Buscema, appresa notizia, rilasciò alla stampa.
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