Scomparsa Daouda Diane: tutto pronto per commissione antimafia ad Acate

La Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia ha scelto Acate, una piccola città nel Ragusano, come luogo simbolico per la sua prossima riunione il 27 febbraio. L’obiettivo della riunione è quello di “manifestare il diritto alla verità” dopo la scomparsa dell’ivoriano Daouda Diane, l’operaio e mediatore culturale che è sparito nel nulla ad Acate il 2 luglio scorso.

Il presidente della commissione, Antonello Cracolici, ha dichiarato che la presenza della commissione ad Acate è finalizzata a tenere accesi i riflettori su questa drammatica vicenda e ad avviare uno screening delle attività antimafia in tutta la provincia del territorio ragusano. La commissione incontrerà il prefetto di Ragusa, il questore, il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, il procuratore capo di Ragusa, il procuratore capo della Dia di Catania, il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Walter Mela, comandante provinciale della Guardia di finanza, ed i sindaci della provincia di Ragusa.

La scelta di Acate come luogo simbolico è significativa, poiché questa città è stata spesso al centro del dibattito pubblico sull’emergenza mafia e corruzione in Sicilia. La commissione regionale antimafia ha riconosciuto la necessità di fare sentire ancora più vicine le istituzioni alle comunità locali, anche attraverso la scelta di un luogo simbolico come Acate.

Inoltre, la scelta di Acate ha un significato importante per la lotta contro la mafia e la corruzione in Sicilia. Come ha dichiarato il presidente Cracolici, la commissione intende avviare uno screening delle attività antimafia in tutta la provincia del territorio ragusano. Questo è un passo importante nella lotta contro la mafia e la corruzione, poiché consente di individuare le aree più a rischio e di adottare le misure necessarie per contrastare queste attività illecite.

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