Scicli piange la professoressa Maria Teresa Spanò. Custode di cultura, tradizioni e dialetto

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La comunità sciclitana si stringe attorno alla famiglia di Maria Teresa Spanò, docente 81 anni di età, nota in città per essere stata il motore delle tradizioni popolari mantenendo in vita dialetto ma anche storie ed usanze. E’ morta ieri pomeriggio dopo aver lottato contro un male incurabile che l’ha provata nel fisico ma che non le ha “rubato” l’amore per la famiglia. Domani mattina, alle 10, l’ultimo saluto nella chiesa del Carmine. Maria Teresa Spanò se ne è andata con il suo Ciccio nel cuore; Ciccio Veneziano morto prematuramente, aveva 32 anni, a causa di un incidente mortale sul ponte Guerrieri di Modica, verificatosi il 16 febbraio del 2009, mentre andava al lavoro. Idolo degli ambienti sportivi locali Ciccio, fondatore della Virtusi Scicli di cui era il dirigente, per la mamma, per la famiglia e per la comunità sciclitana è stato un giovane carico di amore, di allegria e di pieno di solidarietà. Ricordiamo la mamma Maria Teresa Spanò mentre accompagnava il feretro del figlio nel tragitto da casa in chiesa con accanto il cane Italo, il cane umano che aspettava ogni giorno il figliolo all’uscita da casa in via Francesco Mormino Penna. Tanti i ricordi, frutto di impegno costante, che lascia la professoressa Spanò nella città di Scicli. Ed in particolare in quel vivace ed impegnato manipolo di anziani che aveva assemblato nel gruppo musicale “Energia e Simpatia” divenuto punto di riferimento e custode delle tradizioni popolari e dialettali siciliane e sciclitane. Sempre presente in ogni evento, con la battuta facile, con la bonomia che a volte andava oltre la semplicità della vita quotidiana, con quella forza della natura che l’ha accompagnata negli anni senza mai abbandonarla nonostante il dolore che s’è portata nel cuore per la perdita del figliolo Ciccio avendo amorevolmente al fianco il marito Peppino ed il figliolo Emanuele. Una donna di cultura e di socialità che se ne và lasciando Scicli nella riflessione che, a volte, con poco si ottiene molto. Quel poco per Maria Teresa Spanò è stato l’amore per le tradizioni popolari dandogli vita e tenendoli in vita. E quelle sue battute, quelle barzellette, quei detti popolari e quelle “niminagghie” e quella sua continua voglia di divulgare e promuovere la lingua siciliana? Non ci saranno nella quotidianità di ogni giorno ma saranno custoditi nei ricordi di ciascuno. Le condoglianze alla famiglia Veneziano Spanò da parte della redazione di RagusaOggi.

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