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SARÀ UN SINDACO GIOVANE O UN GIOVANE SINDACO?
25 Mag 2013 05:35
Youpolis, Generazione Zero, Fuci, Agesci e Federazione Scout si sono fatti promotori di un incontro con i candidati a Sindaco di Ragusa, svoltosi, nel pomeriggio di venerdì 24 maggio, incontro-confronto che ha catalizzato l’interesse di un folto pubblico che ha gremito l’auditorium della Scuola Regionale dello Sport.
Una serata interessante che ha portato alla ribalta le esigenze e le istanze di una nutrita schiera di giovani, autorevole rappresentanza della Ragusa del domani, momento di valutazione dei punti programmatici di ogni candidato a Sindaco, rivolti alle problematiche delle generazioni emergenti.
Incontro che non ha mostrato pause di contenuti stimolanti per i politici e per il pubblico, diretto con ordine dal giornalista Michelangelo Barbagallo che ha saputo imporre i tempi a disposizione di ogni protagonista della serata, articolato su una serie di 6 domande poste, a turno, da uno degli esponenti delle associazioni organizzatrici.
Dopo una breve introduzione sulla genesi dell’iniziativa, a cui hanno aderito 5 candidati, mancava Giovanni Cosentini che già, in precedenza, aveva anticipato pubblicamente, con un comunicato, la possibilità dell’assenza per qualche appuntamento di questo tipo per la fitta serie di appuntamenti già programmati, da tempo, per la campagna elettorale, ha posto le prime domande Matteo Bracchitta di Youpolis.
E’ stato chiesto ai candidati quali strategie intendono adottare per fare emergere il meglio delle espressioni giovanili e quali attenzioni saranno rivolte alle tematiche ambientali.
Nell’ordine Antoci si è detto compiaciuto dell’interesse verso la politica da parte dei giovani che meritano ampio spazio e visibilità per dare sfogo alla loro creatività. Ha sottolineato l’esigenza di un luogo di incontro dove dare vita ad una consulta dei giovani, puntando, inoltre su un turismo di tipo ambientale per valorizzare il paesaggio.
Barone, consapevole che i giovani rappresentano il futuro, punta sullo sfruttamento del patrimonio immobiliare del Comune per trovare spazi adeguati per svariate forme musicali e artistiche, mentre considera fondamentale la formazione di un gruppo per coinvolgere i giovani nelle scelte tese a valorizzare l’ ambiente.
Iacono si ritrova in una volontà civica di partecipazione giovanile da opporre al dilagare di apatia e disgregazione, puntando gli aspetti che maggiormente li coinvolgono, quindi lavoro, studio ed espressioni delle qualità artistiche.
Per Piccitto i giovani costituiscono la creatività e l’entusiasmo del presente, si trova d’accordo per sfruttare, per loro, gli immobili comunali, anche per dare spazio ai tanti giovani che bivaccano nei centri commerciali. Platania si dice entusiasta dell’interesse dei giovani e auspica la voglia di ascoltare i temi del programma, in cui ritrovare le risposte alle domande, vorrebbe destinare il Palazzo INA come centro culturale che potrebbe risultare cuore pulsante di un centro storico rinato.
Damiano Lamesa dell’Agesci mette davanti ai candidati il dilemma dei giovani in merito all’opportunità di stare o partire da Ragusa, chiede, inoltre, quali saranno le politiche e i progetti per un centro storico appetibile.
Barone incentra le soluzioni su sgravi fiscali per le imprese che assumono, al fine di limare i costi del lavoro, punta poi su un piano commerciale del centro storico che va allargato alle zone attualmente più disagiate, per interventi che prevedano appositi fondi di rotazione per nuove attività giovanili, con attenzione alla vallata Santa Domenica e alla città sotterranea di Cava Gonfalone.
Iacono lamenta l’aumentata disoccupazione che limita le occasioni di sviluppo per cui intende adottare bonus fiscali. Concorda per la trasformazione del palazzo INA in un centro culturale e auspica un diretto coinvolgimento dei giovani per la gestione di un turismo destagionalizzato.
Piccitto considera positive esperienze fuori dalla città ma, in ogni caso, punta a creare, in casa, opportunità e stimoli per start-up nei settori della green economy e dell’ e-commerce.
Platania ritiene utili esperienze lontano da casa e punta su un programma di incentivazioni all’imprenditoria giovanile. Vede bene lo sfruttamento del complesso del Carmine come centro culturale polivalente.
Per Antoci occorrono aiuti concreti alle imprese per favorire il permanere in città, vede bene la formazione di cooperative giovanili operanti per il turismo culturale e imposta la soluzione per il recupero del centro storico attraverso il coinvolgimento dei giovani.
Simone LoPresti di Generazione Zero mette sul tavolo tre importanti questioni, il clima di disagio che vive il quartiere di Pianetti, disagio che affonda le sue radici nel 1999, con casi di consumo e spaccio di droghe, e nei casi di suicidio del 2005. Pone una riflessione sull’opportunità di continuare il rapporto con la ditta Busso, pone interrogativi su presenze imbarazzanti nell’ambiente ragusano di ditte in odor di mafia, operanti nel settore dell’eolico.
Iacono fa notare i suoi ripetuti interventi di denuncia in ordine alle tre questioni sollevate.
Piccitto giudica gravi i fatti citati, collega quelli del disagio a Pianetti al mancato utilizzo di fondi destinati al distretto sociosanitario, pone interrogativi sul fallimento della raccolta differenziata, non fa in tempo a esprimersi sui fatti relativi alle ditte sospettate di collusioni mafiose.
Platania si mostra consapevole sul problema droghe che affligge non solo Pianetti ma la città tutta e la provincia, addebitando però, con decisione, ai giovani, che sanno e che vedono, la grave responsabilità di non denunciare, mentre si carica sulla figura del Sindaco ogni tipo di onere per risolvere una problematica che oggi si potrebbe definire globale. Fermo nel seguire pedissequamente i termini di legge per quanto riguarda raccolta dei rifiuti e fenomeni di mafia.
Antoci considera il disagio delle periferie e accusa scarsa attenzione di famiglie, delle parrocchie, anche dell’azienda sanitaria, per l’educazione dei giovani. Per la problematica rifiuti mira ad una politica dei bonus per la raccolta differenziata, mentre giudica importante attenzionare presenze di ditte forestiere di cui, purtroppo, poco si sa circa possibili attività illegali.
Barone evidenzia la sua vicinanza ai giovani e al loro ambiente, mostra l’intenzione di creare un assessorato per le periferie, uno sportello per prevenire il fenomeno dei suicidi, ma considera talune problematiche, come quelle della droga, difficilmente risolvibili attraverso il solo intervento di un sindaco.
Federica Canzonieri della Fuci chiede quali interventi si possono aspettare i giovani per ricerca e università, quali opportunità per la formazione e l’inserimento nelle imprese imprese
Iacono offre totale disponibilità e mira ad una premialità per le idee.
Piccitto lamenta il mancato decollo dell’Università, oppressa da un Consiglio di Amministrazione più politico che competente, per cui l’Amministrazione è impegnata per almeno quindici anni. L’uscita dal tunnel attraverso una autonomia economica e con l’adeguato sfruttamento delle competenze linguistiche da valorizzare in ambito turistico.
Platania vede le soluzioni per l’Università solo nel ritorno dell’apporto del privato.
Antoci mira ad una razionalizzazione della spesa per l’Università, per conservarne l’eccellenza attraverso master e nuovi corsi, senza pensare a nuove Facoltà, impossibili da sostenere economicamente. Concorsi e scambi con l’estero per l’inserimento dei neolaureati, oltre ad incentivi fiscali per le assunzioni.
Barone considera l’Università fondamentale ma vede un rilancio solo, se fosse possibile, ripartendo da zero. In questo momento Ragusa soffre per la migliore offerta formativa di Enna.
Vanni Mezzasalma di Agesci incentra le sue istanze sull’esigenza tutta ragusana di un teatro, di strutture adeguate anche per ospitare orchestre, di politiche mirate per le compagnie e per i costi dei biglietti. Piccitto non sottintende l’importanza del teatro sotto l’aspetto culturale ma evidenzia come a Ragusa un teatro non ci sia mai stato.
Platania riconosce come la città sia in debito di cultura, cultura che è libertà e può significare lavoro, arricchimento ma anche sviluppo economico.
Antoci vanta il lavoro svolto in precedenti amministrazioni a favore elle strutture per il teatro che considera cuore pulsante della cultura cittadina, ma considera il privato come unica chance per dare alla città una struttura stabile, definitivamente appropriata per le diverse esigenze di forme teatrali e musicali.
Anche Barone ripone nel privato le uniche possibilità per riuscire a dare una struttura adeguata per la città, in linea con le severe normative di sicurezza che impongono standard sempre più impegnativi per la realizzazione,
Iacono intravede soluzioni attraverso il tentativo di acquisire eventualmente la proprietà di strutture esistenti da recuperare e riutilizzare, come pure attraverso la funzionalità della struttura all’interno delle latomie di Cava Gonfalone.
Federscout per bocca di Maria Giulia sottopone i fattori legati alla fuga dei giovani e alla imprenditoria femminile, per cui chiede quali saranno le linee di intervento.
Tutti i candidati rispondono all’unisono con l’impegno a seguire entrambe le questioni con attenzione, invitando i giovani a essere vicini alla politica per meglio verificare il lavoro di quanti sono chiamati a gestire la cosa pubblica, sfruttano l’ultimo tempo a disposizione per plaudire alla riuscita dell’incontro.
La serata si conclude con la presentazione e la consegna ai candidati della Carta di Intenti con i punti programmatici di proposta delle cinque associazioni. Saluta e ringrazia gli intervenuti e gli sponsor Fabrizio Iacono della Fuci.
Sarà interessante ascoltare dalla viva voce dei giovani organizzatori della serata quali sono gli esiti dell’incontro, se aderenti alle aspettative, e quale il grado di soddisfazione delle domande.
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