Salvatore Terranova confermato come segretario Flai Cgil Ragusa

Confermato, dal settimo congresso provinciale della FLAI CGIL di Ragusa, Salvatore Terranova a segretario generale della categoria. Ha ottenuto trentanove voti su altrettanti votanti alla fine dell’ assise che ha anche votato il direttivo composto da quarantacinque componenti più i sei che compongono l’assemblea eleggendo un parlamentino di cinquantuno membri. Sono seimila gli iscritti alla FLAI CGIL di Ragusa. Si è trattato di un convegno molto partecipato attesi i temi sul tavolo che si richiamano ad  un’agricoltura di qualità, che tuteli il lavoro e i diritti, che si muova nella direzione della bonifica e la tutela del territorio e preveda un rilancio dell’agro-industria come garanzia di rinascita e dello sviluppo.

I numeri del lavoro nel comparto agricolo sono in piena lievitazione. Secondo l’elenco anagrafico dei lavoratori agricoli (Fonte INPS) al 2017 ad oggi si è passati da 28.013 occupati a 28591 per novantasettemila giornate lavorative che valgono 2.982.000 ore di lavoro. La provincia di Ragusa si pone in Sicilia con una percentuale del 39 per cento rispetto alle giornate lavorative nel comparto. Il congresso si è aperto con la relazione del segretario generale uscente, Salvatore Terranova, il quale ha focalizzato i temi della scarsa retribuzione del comparto, volano trainante dell’economia del territorio ragusano, a fronte di un lavoro duro e pesante, tutto ciò ha determinato una miriade di vertenze per un salario più equo. Sfruttamento, lavoro nero, sottopaga sono piaghe che si annidano nel settore. Bisogna tornare al sindacato di strada per capire meglio le condizioni di lavoro d’immigrati e non. La FLAI di Ragusa sostiene un processo di cambiamento anche attraverso l’istituzione dello sportello legale, coordinato dall’avv. Enrico Schembari intervenuto nel corso del congresso, che affronta le problematiche legate allo sfruttamento del lavoro. Sfruttamento, che arriva sino al dramma della schiavitù, che determina una concorrenza sleale a danno delle aziende sane che applicano il contratto di lavoro. La crisi è un alibi per non riconoscere diritti e tutele e di contro arricchire le imprese. La CGIL fronteggerà questa situazione ponendo in essere gli strumenti della legge 199/2016 sulla parte non penale che è utile ad affrontare e risolvere questi problemi. Diversi sono stati risolti grazie alla contrattazione aziendale. Rimane aperta la questione del nuovo contratto provinciale scaduto da tempo. Su alcune parti non si è ancora raggiunto l’accordo. L’obiettivo è quello di un’agricoltura ben organizzata e di qualità che è la premessa per una rinascita del territorio.

Sulla forestale si registra uno spreco di denaro pubblico ma è un bene che potrebbe originare sviluppo economico in quanto legato all’ambiente e quindi al turismo. Il Consorzio di Bonifica di Ragusa rimane poi vittima di una gestione politica che ne ha fatto un carrozzone a fini elettorali. Una gestione denunciata dalla FLAI che ha messo in campo alcune proposte per l’apertura di un tavolo rimasto sinora senza successo, nel mentre rimane aperto un confronto con il governo regionale e l’ARS per introitare risorse. Si è perso il sei/sette per cento del valore aggiunto (prodotti in serra), ha sottolineato nel suo intervento Peppe Scifo, segretario generale della CGIL di Ragusa, per una crisi che è strutturale in quanto si connette ad un modello anni settanta privo di innovazione e modernizzazione: la qualità dei prodotti è autocertificata in un mercato a fortissima competizione. Leader nel settore caseario grazie alla ricerca e alla formazione, il bene boschivo è strategico per il rilancio del turismo ma anche qui la CGIL ha denunciato le malefatte della dirigenza del Consorzio di bonifica di Ragusa e le indagini della polizia giudiziaria hanno dato ragione al sindacato. E’ nostro compito denunciare e riportare legalità nella pubblica amministrazione. Lo sviluppo va avanti se si lotta il malaffare e la mafia che controlla oggi le filiere agroalimentari.

Alfio Mannino, segretario della FLAI CGIL Sicilia ha auspicato un cambio di direzione che renda rapidamente possibili l’approvazione da parte del Governo siciliano di importanti e determinanti provvedimenti legislativi utili non solo a mettere ordine nel cormparto ma a rilanciarne la produzione in termini di qualità. Dopo un articolato dibattito da parte dell’assemblea sulle tematiche del nostro territorio ha concluso i lavori il segretario nazionale della FLAI CGIL, Domenico Mandarano, il quale ha denunciato l’introduzione nel decreto dignità, operata da questo governo, dei voucher in agricoltura che nascondono lavoro nero che producono concorrenza sleale a danno innanzitutto dei lavoratori e poi dei consumatori che acquistano prodotti sottoscosto nei supermercati frutto di sfruttamento. Senza contare che la mafia gestisce alemo venti miliardi di euro ella filiera agro alimentare. La forestale registra in Italia ventidue modelli d gestione. In Sicilia ci sono due assessorati che se ne occupano. Il sessanta per cento degli addetti non svolge il lavoro per la forestazione e si è ancora in attesa della pubblicazione dei decreti attuativi, frutto del confronto Stato-Regione, per cercare di mettere ordine alla materia con la Sicilia che inutilmente sta mettendo mano ad una nuova legge che aggiungerà un ulteriore elemento di confusione.

 

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