L’annuncio è arrivato da parte del direttore generale Pino Drago, nel corso della inaugurazione del CPA al Busacca di Scicli. Tutte le donne in stato di gravidanza potranno usufruire dei servizi loro necessari durante il periodo di gestazione all’interno del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’ospedale ”Guzzardi” di Vittoria. L’ufficialità è stata data Pino Drago […]
Rottamazione quinquies, oltre metà dei siciliani morosi rischia l’esclusione: allarme all’Ars
05 Feb 2026 08:09
PALERMO – Più di due milioni e mezzo di siciliani, oltre il 50% dei contribuenti morosi, rischiano di restare esclusi dalla rottamazione quinquies. È l’allarme emerso questa mattina in commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana, che ha ascoltato in audizione i rappresentanti di Anci Sicilia, accendendo i riflettori su un vuoto normativo che penalizza cittadini e Comuni dell’Isola.
Al centro del confronto, la disparità di trattamento tra debiti erariali e tributi locali. Come spiegato dal presidente della commissione, Ignazio Abbate, l’attuale normativa consente di accedere alla definizione agevolata per i debiti verso lo Stato, ma esclude i carichi affidati dai Comuni all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, come Imu, Tari e sanzioni amministrative. Una situazione che, di fatto, taglia fuori migliaia di famiglie e imprese siciliane.
Il presidente e il segretario generale di Anci Sicilia, Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, hanno evidenziato come la rottamazione, così com’è strutturata, risulti “monca” e incapace di incidere realmente sulla vita quotidiana dei cittadini. «Assistiamo a un paradosso – ha sottolineato Abbate –: chi ha debiti verso lo Stato può beneficiare di sconti su sanzioni e interessi, mentre chi ha pendenze con i Comuni, se gestite tramite Ader, resta escluso. Questo non incentiva i pagamenti e blocca cartelle esattoriali “miste” che non possono essere chiuse».
Dall’audizione sono emerse due linee di intervento. Sul piano locale, Anci Sicilia propone di spingere i Comuni che gestiscono direttamente la riscossione ad adottare regolamenti per la definizione agevolata o piani di rientro personalizzati. Sul piano nazionale, invece, si chiede un intervento normativo per colmare il vuoto legislativo.
«Chiederemo formalmente al governo nazionale – ha annunciato Abbate – attraverso il presidente della Regione e l’assessore competente, di inserire un emendamento nel decreto Milleproroghe per consentire che tutti i tributi locali affidati agli agenti della riscossione possano rientrare nella rottamazione».
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