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Ragusa. “L’organo del Duomo di Ibla cade a pezzi”, l’allarme del M5S
29 Giu 2017 13:44
Ragusa,
29 giugno 2017 – “Mentre a Palermo ci si perde in chiacchiere, l’organo del
Duomo di San Giorgio di Ragusa Ibla cade a pezzi”. Così la parlamentare iblea
del M5S all’Ars Vanessa Ferreri lancia l’allarme e interviene sulla mancata
concessione di un finanziamento di 120 mila euro per il restauro dell’organum maximum del Duomo di Ragusa Ibla, deliberato nel 2012
dalla segreteria generale della Presidenza della Regione.
“Da più di 4 anni
assistiamo ad un vergognoso balletto di carte tra la segreteria generale della Presidenza
della Regione e la soprintendenza dei Beni culturali di Ragusa, – spiega la
deputata del M5S – e intanto l’organo a canne, realizzato dalla ditta Serassi
nel 1881, il più grande ed imponente nel suo genere, marcisce e continua a
sgretolarsi, e solo grazie all’intervento del parroco, della Curia e di pochi
cittadini che hanno a cuore l’immenso valore storico e artistico dell’opera, lo
si preserva dal crollo definitivo”.
“L’ultimo progetto
rimodulato per il restauro dell’organo presentato della Soprintendenza di
Ragusa, e redatto da uno dei massimi esperti del settore, è adesso al vaglio di
una fantomatica commissione nominata nel 2013, di cui non si conoscono né i
tempi e le modalità di convocazione, né gli atti prodotti. L’unica cosa certa è
che non vi fa parte nessuno degli esperti in restauro di strumenti musicali
storici presenti nella “long list” ufficiale dell’assessorato regionale ai Beni
culturali”, continua Vanessa Ferreri, che nelle scorse settimane ha sentito sia
il Servizio 3° della segreteria generale della Presidenza, sia l’incarico del parroco
del Duomo di San Giorgio alla cura dell’organo, oltre che aver constatato di
presenza le precarie condizioni dell’opera.
Desta inoltre incredulità
come, in questo assurdo impantanamento burocratico delle somme destinate al
restauro dell’organo, non sia mai stato sentito l’assessorato ai Beni
culturali, l’unico ente competente a reputare se i lavori di ripristino fossero
qualificabili di estrema urgenza, come ritiene la Soprintendenza di Ragusa e la
Curia, o di lavoro “in economia”, come ritiene il Servizio 3°. Anche per questo
motivo è stata presentata dalla deputata iblea un’interrogazione urgente al presidente
della Regione e all’assessore ai Beni culturali, per capire se il finanziamento
è ancora disponibile e i motivi di questo assurdo e continuo rimpallo di
responsabilità.
“Solo in Sicilia può
accadere che la prepotenza e la saccenteria di qualche dirigente prevalga sulla
tutela di uno strumento di prima grandezza, l’organo più grande e completo
costruito dai Serassi nel corso della loro pluricentenaria attività, ammirato
dal mondo intero, il cui degrado avanza inesorabilmente tra la incredulità e la
costernazione del mondo scientifico, culturale e musicale internazionale nonché
quello, naturalmente, dei ragusani tutti”, conclude Vanessa Ferreri.
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