Raddoppio autostrada Ragusa – Catania: un nuovo stop e un pedaggio da 18 euro? La Regione adesso dice che vuol farla lei. Ma con quali soldi?


Il nuovo allarme sullo stop del progetto di raddoppio della strada Ragusa – Catania viene lanciato dall’assessore regionale ai trasporti, Falcone che, sul quotidiano La Sicilia, spiega che è andato personalmente a sentire a che punto sia l’iter per la nuova superstrada, dopo gli innumerevoli incontri, le sollecitazioni, i vertici di cui anche la Regione in questi mesi è stata protagonista, portando avanti un pressing insistente. E questo dopo le rassicurazioni del premier Gentiloni e del ministro Delrio. E l’assessore torna con una novità che non ha nulla di positivo, come spiega al quotidiano La Sicilia. Ecco la sua dichiarazione: «Sono andato a verificare personalmente a che punto fosse arrivata la pratica della superstrada, dopo che avevamo sollecitato a dicembre la riproposizione dei vincoli espropriativi, cui il Cipe aveva dato lo sta bene. L’iter, però, ha subìto un nuovo rallentamento dal momento che la Ragioneria generale dello Stato ha chiesto che il progetto fosse inviato al Consiglio superiore dei Lavori pubblici per la valutazione del piano finanziario. Bene, quel che è venuto fuori dall’esame del progetto è che si tratta di un piano tecnicamente ben strutturato, ma che non reggerebbe sotto il profilo della sostenibilità finanziaria. Problema che va a saldarsi a quelli che sarebbero i costi di percorrenza della nuova strada, secondo un piano economico che alla Regione non era stata sottoposto precedentemente».

Il piano che ha fatto sobbalzare l’assessore Falcone, quando, facendo due conti con quel documento davanti, ha scoperto che per percorrere i 68 chilometri della nuova superstrada, si dovrebbero sborsare 17 euro, quasi 18.
Ma c’è una novità che forse ci fa più paura. La Regione potrebbe scegliere di farla direttamente lei l’autostrada insieme all’Anas, dunque affondando il progetto di finanza già in corso. Ma i soldi dove li troveremo? L’assessore Falcone dice che si potrebbe ipotizzare questa ipotesi alternativa.

«La Regione – ricorda Marco Falcone – entra in questo progetto con 367 milioni, che si aggiungono ai 217 di fondi strutturali, 150 di risorse comunitarie, 448 del concessionario che si è aggiudicato il project financing. Che cosa si può fare? Abbiamo parlato con il concessionario, spiegando che quel pedaggio è insostenibile. L’alternativa che ci viene proposta sarebbe quella di creare, secondo l’impresa, un canale unico che parta dalla Messina-Catania, passi dalla tangenziale di Catania, dove il concessionario vorrebbe realizzare la terza corsia, per poi divaricare i percorsi uno verso Ragusa, l’altro verso Siracusa. Sarebbe tutto a pagamento, un balzello enorme per gli automobilisti e non pensiamo francamente possa essere questa l’idea giusta. Noi siamo pronti a moltiplicare il nostro impegno economico, magari d’intesa con l’Anas. Potremmo rilevare il progetto dal concessionario e fare noi la superstrada, evitando di dovere ricorrere, per coprire le spese, a pedaggi esagerati. Il massimo che si possa chiedere per una strada così è una tariffa di 0,9 centesimi a chilometro. Vedremo se l’impresa, la Sacr, società autostradale che, però, qui non dovrebbe fare esattamente un’autostrada, è disposta a trattare e rifaremo presto il punto con il ministero delle Finanze, con quello dei Trasporti, con l’Anas e con i sindaci del territorio. Nuova superstrada sì, ma non un altro salasso per i siciliani. Non per mano nostra».

 

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