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QUANTO POSSA VALERE UN ORDINE DEL GIORNO LO HA CHIARITO IL COLLEGA DI PARTITO CROCETTA
21 Nov 2014 07:42
In riferimento alle dichiarazioni della senatrice Venerina Padua sulla conversione in legge del decreto noto come “Sblocca Italia”, il comitato provinciale di Ragusa “L’Altra Europa” – che nei giorni scorsi aveva segnalato l’incoerenza della parlamentare la quale, presente il 12 luglio scorso a Sampieri alla manifestazione “No Triv”, ha espresso in Senato il suo voto favorevole sul provvedimento che, tra l’altro, favorisce la ricerca e lo sfruttamento di idrocarburi – fa presente quanto segue.
Non c’è <<conoscenza delle dinamiche e dei lavori parlamentari>> che possa autorizzare a giustificare il sacrificio di elementari doveri di onestà intellettuale, di coerenza e di chiarezza degli atti compiuti da parte di un “eletto” (prima del Porcellum si sarebbe definito così) del popolo e che comunque, anche nella vigenza di questa legge elettorale, il popolo ha il dovere di rappresentare. Sicché rimane riprovevole manifestare, o essere presenti, sulla spiaggia al fianco dei “No Triv” e in Parlamento votare per la moltiplicazione selvaggia delle trivelle petrolifere.
Se una <<conoscenza di tale dinamiche>> potesse giustificare una scelta come quella compiuta dalla sen. Padua, ciò atterrebbe esclusivamente alla sfera dei suoi interessi individuali di parlamentare, in questo caso in totale contrasto con quelli della comunità che dovrebbe – e che probabilmente sostiene di volere – rappresentare.
Se in tale semplice pensiero di elementare buon senso e di evidenza dei fatti (un voto espresso nelle sedi istituzionali è un dato che nessuno può cambiare a piacimento) si ravvisa scandalismo o tentativo di screditare qualcuno, è ovvio che lo scandalo e il discredito sono nei fatti di cui si parla e non nelle parole che obiettivamente li raccontano, quali che siano le auto-giustificazioni che se ne vogliano dare.
Se poi la senatrice Padua ritiene di trovare la prova del ”fomentato scandalismo” nell’omessa notazione, da parte de L’Altra Europa, dell’ordine del giorno da lei proposto, sul punto almeno due considerazioni si impongono.
Intanto, ad una veloce ricognizione sul web che pure riferisce puntualmente di tutte le iniziative della senatrice (dal disegno di legge sull’autismo presentato alla Leopolda, alle sue pubbliche lodi del “Jobs act”, solo per fare qualche esempio) non emerge tale ordine del giorno. Che in ogni caso il sito del Senato documenta e volentieri ne prendiamo atto, ma questo non ci può certo consentire di perdere di vista la realtà e di confondere, quasi fossero sullo stesso piano, il voto su un provvedimento di legge e un “ordine del giorno”.
Il voto favorevole dato dalla sen. Padua è stato (ovviamente insieme a quello analogo degli altri parlamentari, fino al determinarsi della maggioranza richiesta) decisivo nel trasformare un disegno di legge, il quale propone tutte le misure dannose e devastanti per il nostro territorio, nella legge che le dispone e le rende operanti.
L’ordine del giorno proposto dalla sen. Padua invece, a fronte di tale legge – che il suo voto ha reso operante in tutte le sue norme, anche quelle che comportano un’aggressione selvaggia al territorio, al suo equilibrio e alla sua sicurezza – impegna il governo <<a valutare l’opportunità di escludere le zone ad elevata pericolosità sismica e quelle dichiarate patrimonio dell’Unesco>> dalle aree oggetto di ricerca e sfruttamento di idrocarburi (le trivelle in mare non sono neanche sfiorate da questo impegno di “valutazione dell’opportunità di esclusione”!).
Prendiamo atto che alla senatrice Padua basti l’impegno del governo <<a valutare l’opportunità di escludere …>> perché lei si senta tranquilla e, magari, la coscienza a posto. Risulta certo esilarante la forza di tale impegno, se si considera che ad assumerlo (“valutare l’opportunità”, sic!) è lo stesso governo che non ha consentito alcuna discussione in aula, né possibili emendamenti del testo diventato legge. Quindi chi ha imposto che nessuna di quelle norme scellerate fosse minimamente discutibile, oggi dovrebbe cambiarle in accoglimento della richiesta della sen. Padua che, comunque e in ogni caso, quelle norme ha votato!
Ma quale sia il valore degli ordini del giorno è ben noto a chi, come la sen. Padua, conosce certamente le dinamiche parlamentari. E, in ogni caso, semmai vi fossero dubbi, lo ha chiarito il suo collega di partito Rosario Crocetta secondo il quale <<si sa che gli ordini del giorno non contano nulla!>>.
Peraltro la dichiarazione del presidente della Regione era riferita all’approvazione in aula, quindi con voto del plenum di un’assemblea parlamentare, di due mozioni e di un ordine del giorno con cui, complessivamente, il governo veniva impegnato dall’Ars a sospendere ed a revocare i permessi già concessi alle società petrolifere (non a “valutare l’opportunità”!), ad impugnare le parti incostituzionali dello “Sblocca Italia” e ad attivare una proposta di referendum abrogativo, in concorso con altre Regioni, contro le norme che sottraggono competenze alla Sicilia in materia di trivellazioni off-shore.
Bene se tali impegni, così categoricamente formulati e solennemente sanciti in un voto d’aula, per Crocetta non valgono nulla, sarebbe interessante sapere, nell’ottica dell’esponente Pd (peraltro, purtroppo, difficilmente contestabile) quanto valga l’ordine del giorno proposto dalla sen. Padua, non votato in aula, che impegna il governo a <<valutare l’opportunità>> di modificare ciò che ha imposto in un provvedimento “prendere o lasciare”.
E’ proprio nella scelta tra “prendere o lasciare” che il parlamentare, espropriato del diritto di proporre modifiche ad una proposta di legge, esercita le sue prerogative minime, scegliendo tra il cedimento al diktat contro gli interessi che rappresenta e la tutela di questi ultimi.
La sen. Padua ha scelto di “prendere” e nessun ordine del giorno, come ha spiegato Crocetta, può cambiare di una virgola il senso di questa scelta.
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