Un Consultorio familiare più moderno, accessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. Saranno inaugurati mercoledì 15 luglio, alle ore 11, i locali riqualificati del presidio di via Keplero 1 a Comiso, al termine di un intervento di ristrutturazione che ha consentito di migliorare gli spazi dedicati ai servizi territoriali rivolti a donne, coppie, famiglie e […]
QUANTO ABUSO DELLA PAROLA RIVOLUZIONE!
13 Set 2014 05:26
L’uso della parola Rivoluzione sta esasperando chi crede nelle riforme. I continui attacchi verbali al sistema, che magari vuole cambiamenti, risulta a molti veramente pesante. L’uso della parola dovrebbe riportare a che cosa hanno portato le Rivoluzioni, dai tempi dell’Illuminismo, con la Rivoluzione Francese ai tempi del 900, degli ismi, fascismo, nazismo e comunismo, maoismo.
Molto di moda la parola Rivoluzione,per dire ,in breve,cambiamento di un sistema illegale,come nel caso del Progetto Crocetta alla Regione. Alla gente piace la parola Rivoluzione e cambiamento. Tutte le elezioni politiche sono incentrate sul concetto di nuovo, alternativo al vecchio, che implica un nuovo stato. Ma quanto di vecchio nella parola nuovo,quanto di trito e ritrito nella parola Rivoluzione, che poi diventa involuzione. Eppure questa parola Rivoluzione,ha un fascino tra i giovani, che criticando il vecchio,credono di risolvere la mancanza di occupazione,ad esempio,che vedono nella vecchia generazione la causa dello star male.
Ricordiamoci che le Rivoluzioni,che conosciamo,hanno portato sangue,deriva, teste tagliate,clima di sospetti, a volte sul niente.
Utopia è la Rivoluzione non cruenta, ed è consueto far leva su questa con le masse per cambiare ed attaccare il sistema. Ecco, allora, il sistema della violenza verbale del M5S, che non è sanguinosa,ma ferisce chi la subisce, gli insulti e le mancanze di ragionamento drmocratico ,senza voler sopraffare l’altro.
Sia a scuola,sia nella vita,non c’è più ascolto. Questa è un’abilità su cui si concentrano le lezioni. La nuova politica,quasi tutti i politici, ad esempio, non sanno ascoltare,mentre la vecchia politica lo sapeva fare. Un degrado sociale, insomma. Quanto detto è vecchio e non political correct, forse?
Crediamo che i cambiamenti avvengano attraverso gradi,nel confronto,nella partecipazione,nella condivisione, e non negli attacchi personali e al sistema, continui e reiterati.
Questo si vede in quel confronto a rete, nei post di facebook, dove ognuno, magari senza conoscere l’altro, è aggressivo e fastidioso. La tolleranza è un optional.
E’ emergenza democrazia!!!
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