Quando la magia del Natale diventa un luogo dell’anima. Samuel Tasca e il suo primo libro

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C’è un momento dell’anno in cui il tempo sembra rallentare, le luci tremano un po’ di più e perfino i ricordi tornano a farsi sentire, bussando piano. Samuel Tasca, giovane creativo multimediale originario di Mazzarrone e oggi residente a Marina di Ragusa, ha provato a trasformare questa sensazione in una storia. E ci è riuscito con il suo romanzo d’esordio, Benvenuti a Casa Natale (Bookabook), un libro che, più che leggersi, si abita.

Non è solo una favola soltanto per bambini, e non è neppure solo un racconto solo per adulti: è una lettera d’amore alla magia delle cose semplici. È un invito a ritrovare quella parte di noi che troppo spesso resta chiusa in un cassetto, insieme ai vecchi addobbi e all’odore di biscotti appena sfornati. «È una storia che porto con me da anni», racconta. «Durante il Covid ho finalmente potuto mettere ordine alle idee e dare forma a ciò che avevo già vissuto nella mente e nel cuore.»

Le radici del libro affondano in un’esperienza reale: la “Casa Natale” nata nel 2017 a Mazzarrone con i giovani dell’associazione Vivalavida. Un luogo di comunità, incontri e condivisione. «Era diventata un punto di riferimento per tutti. Da quella esperienza collettiva nasce il romanzo», spiega Samuel. E in quelle pagine ritornano i volti, i sorrisi, le luci e gli abbracci che negli anni hanno accompagnato quella piccola grande iniziativa dal basso.

La sua infanzia, in una famiglia numerosa, è uno dei fili che tessono la trama del libro. «Ogni anno ci ritrovavamo attorno alla festa, e il Natale era un porto sicuro. Ho voluto trasmettere quella sensazione di casa, di calore, di appartenenza». Una sensazione che, oggi, molti sentono di aver smarrito.

E proprio qui risiede la scommessa del libro: far riemergere quella magia che non appartiene solo ai più piccoli. «La magia del Natale appartiene a tutti. Non è qualcosa che esiste solo per i bambini: è un ricordo prezioso che custodiamo dentro, ma che abbiamo perso per strada», dice l’autore. «La vera sfida non è parlare del Natale come qualcosa di “superato”, ma far vibrare le corde giuste per riaprire i cassetti emotivi che ognuno porta con sé.»

Nel romanzo convivono due piani di lettura: quello dei più piccoli, che vedono la parte fiabesca, e quello degli adulti, che ritrovano simboli e significati più profondi. «Mi piace immaginare un papà che legge il libro al figlio o una nonna che lo sfoglia con il nipote. La lettura condivisa fa parte del messaggio: serve a riscoprire il valore dello stare insieme, del tempo donato.»

Samuel Tasca va oltre il concetto di libro: parla di un’esperienza emotiva, quasi rituale. Una porta che si apre verso una memoria collettiva, fatta di luci, attese, stupore. «Il Natale non è fuori da noi: è già lì, dentro di noi», afferma. «Riscoprire quella magia significa permettere al cuore di riaprire i cassetti dove sono custodite le emozioni più vere.»

Con il suo primo romanzo, Tasca invita il lettore a entrare in quella stanza interiore, illuminata di ricordi e speranza. Una stanza che aspetta solo di essere abitata di nuovo.
E forse è proprio lì che la magia della fase più bella dell’anno continua a vivere: non nei giorni di festa, ma nel modo in cui scegliamo di ricordarli.

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