Privatizzazione Sac aeroporti Catania e Comiso, esposto alla Corte dei conti: “La Regione non ceda un asset strategico ai privati”

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

È scontro sulla privatizzazione della Sac Spa, la società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso. Socialdemocrazia SD, PSI, Socialismo XXI, PLD e il movimento MEC hanno presentato un esposto-segnalazione alla Corte dei conti e alle Procure della Repubblica di Palermo, Catania e Ragusa, chiedendo verifiche sulla procedura avviata dalla Regione Siciliana.

Secondo i firmatari dell’iniziativa, la privatizzazione dello scalo rappresenterebbe una scelta strategica che non può essere affrontata come una semplice operazione societaria. Al centro delle contestazioni ci sono la valutazione economica della società, le modalità della procedura, le garanzie sugli investimenti futuri e il possibile coinvolgimento di operatori esteri o extra Ue.

“Crediamo che le Autorità di garanzia, pianificazione e controllo non abbiano verificato analisi, atti amministrativi, valutazioni economiche e garanzie sulla procedura di privatizzazione della Sac che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso”, affermano i promotori dell’esposto.

Il documento, sottoscritto da rappresentanti dei diversi movimenti e partiti, è stato inviato anche per conoscenza all’Enac. “La vigilanza si è forse distratta”, sostiene Claudio Melchiorre per Socialdemocrazia SD e MEC.

Secondo i firmatari, gli aeroporti rappresentano un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo della Sicilia orientale, con un valore economico e sociale rilevante. “Gli aeroporti valgono il 3% del Pil regionale. Eppure, allo stato, chi dovesse acquistarli non spenderebbe un euro”, sostengono, evidenziando il timore che i costi dell’operazione possano ricadere sui cittadini attraverso un aumento di debiti, tariffe e diritti aeroportuali.

Nel mirino anche il tema del fondo di quiescenza della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia e il possibile impatto sui conti pubblici. Per Socialdemocrazia SD, PSI, Socialismo XXI, PLD e MEC il problema finanziario dell’ente camerale non può essere risolto attraverso la cessione di una infrastruttura considerata strategica.

“Privatizzare un bene strategico richiede valutazioni formali sul prezzo di vendita, sul valore strategico, infrastrutturale, economico e sociale. Questa valutazione obbligatoria non pare che ci sia o non risulta agli atti”, afferma Vicky Amendolia, vicesegretario vicario nazionale di Socialdemocrazia SD.

I promotori dell’esposto sollevano anche un possibile profilo di danno erariale, sostenendo che la vendita della maggioranza della Sac potrebbe determinare un pregiudizio patrimoniale per la collettività, considerando anche gli investimenti pubblici già programmati sugli aeroporti.

La proposta alternativa avanzata dai firmatari è quella di mantenere il controllo pubblico degli scali: la Regione Siciliana, secondo i movimenti contrari alla privatizzazione, dovrebbe riconoscere il ruolo strategico degli aeroporti, intervenire sul disavanzo dell’ente camerale e acquisire le partecipazioni societarie.

“Gli aeroporti siciliani non possono essere considerati una semplice società da vendere – sostengono – ma infrastrutture essenziali per la mobilità, lo sviluppo economico e la continuità territoriale dell’Isola”.

La richiesta ora è che vengano approfonditi tutti gli aspetti della procedura e che sia garantita la massima trasparenza su una scelta che, secondo i promotori dell’esposto, potrebbe incidere sul futuro economico e infrastrutturale della Sicilia per i prossimi decenni.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it