A Ragusa salvati 54 documenti antichi: restaurato un patrimonio tra XV e XIX secolo

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Cinquantaquattro documenti antichi tornano a vivere e, soprattutto, tornano a essere consultabili e custoditi nelle migliori condizioni. Si è concluso l’importante intervento di restauro conservativo promosso dall’Archivio di Stato di Ragusa, che ha interessato documentazione pergamenacea e cartacea databile tra il XV e il XIX secolo, appartenente a diversi fondi archivistici conservati nelle sedi di Ragusa e Modica.
Un lavoro di recupero che restituisce valore a testimonianze capaci di raccontare secoli di storia del territorio e che si inserisce in un più ampio programma di salvaguardia del patrimonio documentale avviato dall’Archivio di Stato di Ragusa nel 2021.

Cinquantaquattro documenti recuperati dal tempo

L’intervento ha consentito di recuperare 54 documenti, diversi per epoca, natura e provenienza, ma accomunati dalla loro rilevanza storico-documentaria.
Pergamene e carte antiche rappresentano infatti una fonte insostituibile per ricostruire vicende amministrative, sociali, economiche e culturali del territorio. La loro conservazione richiede interventi specialistici in grado di arrestare i processi di deterioramento e garantire la trasmissione delle testimonianze alle generazioni future.
Il restauro è stato realizzato dalla ditta Atracarta, grazie a uno stanziamento di fondi straordinari della programmazione finanziata ai sensi della legge 190/2014.

Dal Quattrocento all’Ottocento, una memoria lunga cinque secoli

Tra i documenti sottoposti a restauro emerge un patrimonio particolarmente significativo per la varietà delle testimonianze conservate.
La documentazione recuperata attraversa infatti un arco temporale di circa cinque secoli, dal XV al XIX secolo, offrendo uno spaccato della storia documentale dell’area iblea e dei rapporti che il territorio intratteneva con realtà più ampie.
Ogni documento porta con sé una parte di questa memoria: atti, mappe, diplomi e altri materiali che, oltre al loro valore archivistico, costituiscono preziose testimonianze della società e delle istituzioni del passato.

Dal lasciapassare per Malta alla mappa dei feudi

Tra i pezzi interessati dall’ultimo intervento figura un particolare documento risalente al 1766: un lasciapassare per l’isola di Malta.
Una testimonianza apparentemente legata a una vicenda individuale che, invece, restituisce uno spaccato delle relazioni, degli spostamenti e delle procedure amministrative dell’epoca.
Di grande interesse anche una pianta topografica acquarellata relativa ai confini del feudo di Fuorporto dell’Illustrissimo Marchese di Sortino e del feudo di Musca del Principe di Cassaro.
La mappa rappresenta un documento di particolare valore per la conoscenza dell’assetto territoriale e della proprietà fondiaria dell’epoca, aggiungendo una preziosa componente iconografica alla documentazione conservata.

Restaurati anche i diplomi della Reale Arcadia

Il lavoro ha inoltre interessato alcuni diplomi della Reale Arcadia, conferiti nel 1800 a Francesco Statella.
Anche queste testimonianze contribuiscono a ricostruire il panorama culturale e sociale dell’epoca, offrendo una traccia concreta dei rapporti tra personalità, istituzioni e ambienti culturali.
Il recupero di questi documenti permette dunque non soltanto di preservarne la materialità, ma anche di mantenere accessibile una parte significativa della memoria storica custodita negli archivi.

Un programma di salvaguardia iniziato nel 2021

L’intervento appena concluso non rappresenta un’azione isolata. Si inserisce infatti nel programma di recupero e salvaguardia del patrimonio documentale portato avanti dall’Archivio di Stato di Ragusa a partire dal 2021.
Un percorso che punta a individuare e recuperare la documentazione che necessita di interventi conservativi, preservando materiali che, per la loro fragilità e antichità, rischierebbero altrimenti di essere progressivamente compromessi.
Il restauro conservativo diventa così uno strumento fondamentale per proteggere la memoria custodita negli archivi di Ragusa e Modica: un patrimonio spesso lontano dai riflettori, ma indispensabile per conoscere la storia del territorio.
Cinquantquattro documenti sono stati così sottratti al deterioramento e restituiti alla memoria collettiva. Pergamene, carte, mappe e diplomi che attraversano cinque secoli e che oggi possono continuare a raccontare il passato dell’area iblea.

Foto: repertorio

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