Pozzallo al Columbus Day di New York: sfila la Torre Cabrera, la tv celebra gli emigrati. FOTO GALLERY

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La Torre Cabrera sulla Fifth Avenue e il nome di Pozzallo nella cronaca televisiva americana. Al recente Columbus Day Parade del 12 ottobre 2026, a New York, ha sfilato anche il carro della Society of the Citizens of Pozzallo, con i rappresentanti della comunità pozzallese di Brooklyn. Al centro dell’allestimento, la riproduzione del monumento simbolo della città marinara, accompagnata dai colori delle bandiere italiana e statunitense.

Durante la trasmissione, i conduttori hanno raccontato la storia della società: la fondazione nel 1919, il sostegno agli immigrati appena arrivati, l’impegno benefico e quel legame con la Sicilia che continua a passare da una generazione all’altra. Hanno ricordato anche l’intitolazione di una strada di Brooklyn e il motto «Giving is the way», la strada è donare.

La parata, giunta alla sua 82ª edizione, è stata seguita in diretta da ABC7 New York, con Sandra Bookman, Mike Marza, Kemberly Richardson e Anthony Carlo. Tra bande, carri e rappresentanze della comunità italoamericana, anche Pozzallo ha così trovato spazio nel racconto della giornata.

Una società nata per aiutare chi arrivava in America

Il nome completo del sodalizio è Society of the Citizens of Pozzallo United, Inc. Le sue origini risalgono al 1919, quando un gruppo di immigrati provenienti da Pozzallo decise di organizzarsi per offrire ai compaesani un punto di riferimento nella nuova vita americana.

L’associazione favoriva l’amicizia e il sostegno reciproco, aiutando i nuovi arrivati a inserirsi in un ambiente diverso da quello lasciato in Sicilia. Nel 2007 venne riorganizzata come ente benefico riconosciuto negli Stati Uniti nella categoria 501(c)(3), ampliando le attività a favore dell’istruzione, della cultura e della comunità. Il motto richiamato in televisione compare anche sul suo sito ufficiale.

Le cronache della partecipazione al Columbus Day indicano alla guida del sodalizio la presidente Angela Ammatuna Villanella. Il carro con la Torre Cabrera diventa così il segno visibile di un’appartenenza coltivata anche da chi è nato e cresciuto lontano dalla Sicilia.

“Citizens of Pozzallo Way”: le radici diventano un indirizzo

A Brooklyn quel legame si legge anche sui cartelli stradali. Nell’aprile 2009, durante l’amministrazione del sindaco Michael Bloomberg, il tratto presso la sede sociale, vicino all’incrocio tra Henry Street e Sackett Street, ricevette l’intitolazione onoraria “Citizens of Pozzallo Way”. La sede dell’associazione si trova al 504 di Henry Street.

Lo stesso anno la società festeggiò i novant’anni. Al gala americano parteciparono l’allora presidente della Provincia di Ragusa Franco Antoci, il consigliere Pietro Barrera, il sindaco di Pozzallo Giuseppe Sulsenti e quello di Giarratana Pino Lia, insieme a cittadini partiti appositamente dalla Sicilia. La visita è documentata da un comunicato della Provincia, che ricorda anche la consegna di targhe e della bandiera provinciale.

I ritorni a Pozzallo: il ricordo di Joseph Agnello

Le visite e gli incontri nella città d’origine raccontano un rapporto rimasto concreto nel tempo. Nel nostro archivio, un passaggio particolarmente intenso riguarda Joseph Agnello, il vigile del fuoco di origini pozzallesi morto durante i soccorsi al World Trade Center l’11 settembre 2001.

Nell’articolo pubblicato per il ventesimo anniversario dell’attentato abbiamo ricordato l’incontro del 2002 tra l’allora sindaco Roberto Ammatuna e i genitori del pompiere, Salvatore Agnello e Rita Conenna. Ad accompagnarli c’erano il capitano dei vigili del fuoco newyorkesi Giovanni Giunta, anch’egli di origini pozzallesi, e il presidente della Società dei Pozzallesi d’America Francesco Ammatuna. Ai familiari venne consegnata una targa; agli altri rappresentanti un crest con lo stemma comunale.

Un incontro più recente risale al novembre 2024, quando Salvatore Fronterrè, socio del sodalizio di Brooklyn, fu ospite della Società Carrettieri e Contadini di Pozzallo. In quell’occasione donò un volume dedicato ai 105 anni della comunità associativa, come raccontato da Radio RTM.

Le borse di studio: dall’America un aiuto ai giovani della città

La solidarietà richiamata dai conduttori televisivi trova riscontro anche nelle iniziative che abbiamo seguito negli anni. Nel 2010, allo Spazio Cultura “Meno Assenza” di Pozzallo, furono consegnate le borse di studio del “William and Concetta Modica Educational Fund”, istituito da Frank W. Modica in memoria dei genitori, in collaborazione con la Society.

I beneficiari furono Alessia Leontini, Alessandro Paolino e Giovanni Roccasalvo. Nel 2011 vennero annunciate le borse per Cristina Barrera, Ilaria Ficili e Francesca Latino, con una nuova cerimonia programmata nello stesso spazio culturale. Un sostegno alla formazione che dava contenuto al rapporto tra gli emigrati e le nuove generazioni della città d’origine.

Il giornale di Brooklyn e i due mezzi dollari riportati in Sicilia

Per mantenere il contatto con Pozzallo, la comunità stampava anche un giornale, “La voce di Pozzallo”, che riservava spazio alle notizie della città e del territorio ibleo. Una ricostruzione di Sebastiano D’Angelo, pubblicata su Oltreimuri.blog, ne mostra un numero del 1949 e ricorda il riconoscimento assegnato alla comunità pozzallese d’America dal Premio Ragusani nel Mondo nel 2008.

C’è poi un piccolo episodio che racchiude il valore attribuito alla memoria. Il 12 giugno 2009, durante le celebrazioni a Palazzo La Pira per i 180 anni dell’autonomia comunale, Luigi Ammatuna, ambasciatore della società, consegnò al sindaco Sulsenti due mezzi dollari coniati nel 1919 e nel 1920. Le date richiamavano la fondazione del sodalizio e l’insediamento del primo presidente.

La storia dell’associazione è stata raccolta anche da Michele Giardina nel libro “The Society of Citizens of Pozzallo. Centenario della Fondazione 1919-2019”, edito da Armando Siciliano. Nel 2020 la presentazione a Ispica, alla quale era prevista la partecipazione di Frank Susino, promotore e sostenitore del progetto editoriale.

La Torre Cabrera che attraversa Manhattan aggiunge un’immagine a questo lungo rapporto. Dietro il carro e le bandiere ci sono le famiglie, le visite, il ricordo di chi non c’è più e gli aiuti destinati a chi deve ancora costruire il proprio futuro. È questa la storia pozzallese che, durante la parata, ha trovato voce anche nella televisione americana.

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